
Una nuova immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la nebulosa planetaria NGC 3918, soprannominata “Planetaria Blu”. La sua forma ricorda per certi versi quella di un occhio dai colori particolari e vederla è un evento fortunato perché non durerà molto in termini astronomici dato che questa fase terminerà nel giro di qualche decina di millenni.
L’espressione nebulosa planetaria è frutto di un errore di interpretazione da parte di astronomi che avevano a disposizione strumenti limitati e le scambiarono per formazioni simili ai pianeti gassosi del sistema solare. In realtà, rappresentano una breve fase della vita di una stella di massa simile al Sole quando diventa una gigante rossa e i suoi strati esterni vengono espulsi. Gli intensi ultravioletti emessi dal nucleo della stella ionizzano gli strati di gas, che di conseguenza emettono a loro volta radiazione elettromagnetica ed è per quello che NGC 3918 ha una sua lucentezza.
La nebulosa NGC 3918 è distante dalla Terra circa 4.900 anni luce secondo le stime offerte dalla NASA ma altre fonti forniscono stime molto diverse. Venne scoperta nel 1834 dall’astronomo inglese John Herschel grazie al fatto che è visibile con piccoli telescopi come quelli disponibili a quell’epoca. Fu Herschel a soprannominarla “Planetaria Blu” per il suo colore.
In tempi recenti, i progressi tecnologici hanno offerto strumenti enormemente superiori a quelli anche solo pensabili due secoli fa come il telescopio spaziale Hubble, che ha catturato i dettagli della struttura della nebulosa NGC 3918. La forma di una nebulosa planetaria dipende molto dai processi in atto al suo interno: in questo caso la peculiarità è data dalla presenza di due gusci di gas, uno luminoso interno e uno più diffuso esterno che si estende nello spazio.
Inizialmente, gli astronomi avevano pensato che due espulsioni separate avessero generato i due gusci della nebulosa NGC 3918 ma ulteriori studi hanno portato a ipotizzare che si siano formati contemporaneamente ma che vengano espulsi dalla stella progenitore a velocità diverse. Dai confini di quella struttura emergono potenti getti di gas che vengono sparati all’esterno a velocità che possono raggiungere i 350.000 km/h. Probabilmente ci saranno nuovi tentativi di misurare le velocità dei vari flussi di gas all’interno di NGC 3918 per capire meglio i processi in atto.
Questa nuova immagine della nebulosa NGC 3918 è il frutto di una composizione di esposizioni separate ottenute alla luce visibile e infrarossa dello strumento Wide Field and Planetary Camera 2 (WFPC2) del telescopio spaziale Hubble. Diverse tonalità sono state assegnate a ogni immagine monocromatica associata ai vari filtri utilizzati per creare il risultato finale.
Le nebulose planetarie offrono spesso grandi spettacoli perché l’agonia delle stelle al loro centro attraversa processi violenti fino al momento in cui diventano nane bianche. L’interesse degli astronomi va ben oltre il lato estetico perché fra circa cinque miliardi di anni anche il Sole attraverserà quel tipo di fase.
