Missione CRS-20 compiuta: la navicella spaziale Dragon di SpaceX è tornata sulla Terra

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per concludere la missione CRS-20 (Immagine NASA TV)
Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per concludere la missione CRS-20 (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-20 (Cargo Resupply Service 20) per conto della NASA ammarando senza problemi nell’Oceano Pacifico a poco più di 800 km dalle coste della California. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale ieri, quando in Italia era pomeriggio. Per SpaceX, si tratta della conclusione del primo contratto con la NASA per trasportare rifornimenti alla Stazione con la prima versione del cargo Dragon.

Poco dopo l’ammaraggio, le navi di SpaceX sono andate a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro 48 ore circa. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 9 marzo 2020.

La navicella spaziale Dragon ha riportato sulla Terra circa 2 tonnellate di carichi vari tra la sezione pressurizzata e quella non pressurizzata che includono campioni biologici e vari esperimenti scientifici. Parte dei campioni è invece contenuta nei freezer perché è necessario mantenerli a basse temperature.

SpaceX è l’unica azienda americana ad avere una navicella spaziale in grado di riportare sulla Terra carichi intatti perciò le missioni della Dragon sono davvero importanti per la NASA. Campioni prodotti durante tanti degli esperimenti condotti sulla Stazione Spaziale Internazionale possono richiedere analisi approfondite possibili solo in laboratori specializzati sulla Terra.

Ricerche mediche, altre ricerche biologiche ed esperimenti di altri tipi vengono compiuti sulla Stazione. Quando è necessario riportare qualcosa sulla Terra i carichi più piccoli possono essere trasportati assieme agli astronauti sulle navicelle Soyuz ma il loro volume complessivo richiede un cargo spaziale in grado di riportarli sulla Terra.

La prossima missione di rifornimento per il cargo spaziale Dragon potrebbe cominciare nell’ottobre 2020 ma più che mai le date sono approssimative. Molti lanci sono stati rimandati per la difficoltà nell’assicurare la sicurezza del personale che gestisce il trasporto di satelliti e navicelle varie oltre che del personale dei centri controllo. Alcuni lanci verranno comunque compiuti perché hanno un’importanza speciale e la Stazione Spaziale Internazionale è molto importante. L’equipaggio della Stazione ha un’ampia di cibo, acqua e ossigeno ma le attività di ricerca scientifica devono continuare con l’invio di nuovi esperimenti e strumenti e il ritorno sulla Terra di esperimenti e campioni.

Considerazioni mediche a parte, la prossima missione di rifornimento sarà la prima del nuovo contratto e utilizzerà il cargo spaziale Dragon 2. Secondo i piani, la versione per il trasporto astronauti, la Crew Dragon, dovrebbe essere la prima a compiere una missione reale, forse già in maggio. L’era della prima versione della Dragon si chiude dopo quasi dieci anni di sviluppi per lasciare spazio a una versione migliorata anche grazie a quell’esperienza. È anche dotata di maggiori possibilità di riutilizzo, che almeno inizialmente riguarderanno la versione cargo e non quella per il trasporto di astronauti.

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