
Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta le prove di notevoli impatti sulla Luna primordiale, almeno 4,33 miliardi di anni fa. Un team di ricercatori ha compiuto uno studio in particolare sul campione catalogato come Troctolite 76535, prelevato nel corso della missione Apollo 17 nel 1972 e riportato sulla Terra. Questo campione contiene tracce di zirconia cubica, una forma cristallina dell’ossido di zirconio che si forma oltre i 2370° Celsius, una temperatura che poteva essere raggiunta solo in seguito a violenti impatti che potrebbero aver contribuito alla formazione della superficie lunare.
La storia della Luna è interessante anche perché legata strettamente a quella della Terra ma la sua ricostruzione è complessa perché basata in molti casi su rilevazioni di sonde spaziali e simulazioni al computer. Ciò rende i campioni prelevati nel corso delle missioni Apollo preziosi perché anche le analisi di pochi frammenti di roccia possono offrire un po’ di risposte dirette ai geologi.
Il campione Troctolite 76535 (NASA/Johnson Space Center photograph S73-19456) venne raccolto nel 1972 durante la missione Apollo 17, l’ultima sulla Luna. L’astronauta Harrison Schmitt lo prelevò nell’area lunare chiamata Valle Taurus–Littrow.
Come gli altri campioni prelevati durante le missioni Apollo, Troctolite 76535 è stato oggetto di molti studi nel corso dei decenni e quest’ultimo è concentrato sulle tracce di zirconia cubica, una forma cristallina dell’ossido di zirconio che si forma oltre i 2370° Celsius. Il cristallo si è trasformato nel corso del tempo in baddeleyite, una struttura più stabile, ed è stato datato a circa 4,3 miliardi di anni fa. Ciò significa che si è formato quando la Luna era giovane e che sulla superficie lunare sono avvenuti impatti violenti che hanno liberato un’energia sufficiente a generare zirconia cubica.
Sulla Terra, le rocce si mescolano in continuazione grazie alla tettonica a placche e al vulcanismo, sulla Luna invece rocce risalenti al periodo immediatamente successivo alla sua formazione si conservano perché non esistono attività del genere. Tuttavia, sono tracce indicano che strati esterni e interni della Luna si sono mescolati. Impatti tali da generare zirconia cubica costituiscono una spiegazione.
La dottoressa Ana Cernok del Royal Ontario Museum, tra gli autori di questo studio, ha dichiarato che il piccolo granello di baddeleyite trovato nel campione Troctolite 76535 offre la prova della formazione di un bacino da impatto del diametro di centinaia di chilometri. Sulla Terra non ci sono prove di impatti così antichi ma sulla Luna quelle prove sono ancora conservate.
Questo studio è importante anche perché le sue conclusioni derivano da analisi di un frammento di roccia lunare, non da simulazioni al computer. I nuovi piani per missioni lunari potrebbero permettere di prelevare altri campioni con altre tracce di impatti e offrire altre risposte sulla storia della Luna.
