
La NASA ha annunciato che la prima ispezione visiva del sistema TAGSAM della sonda spaziale OSIRIS-REx che nella notte tra il 21 e il 22 ottobre ha catturato campioni del suolo dell’asteoride Bennu ha compiuto egregiamente il suo lavoro. In effetti, il problema sembra che il meccanismo ha catturato fin troppi materiali e, dopo che OSIRIS-REx si è allontanata da Bennu, essi hanno cominciato a fuoriuscire. Per questo motivo, il team che gestisce la missione ha deciso di saltare le varie operazioni che avrebbero permesso esami più significativi dei campioni per cercare di sigillarli nella Sample Return Capsule per riportarli sulla Terra.
Le immagini arrivate alla NASA dopo il termine dell’evento TAG (Touch-And-Go) hanno mostrato che esso ha avuto pieno successo, forse perfino troppo. La sonda spaziale OSIRIS-REx è scesa sulla superficie dell’asteroide Bennu, dove il sistema TAGSAM (Touch-And-Go Sample Acquisition Mechanism), quello che fisicamente ha toccato il suolo, si è quasi immerso nella regolite, lo strato più superficiale, formato in buona parte da pietre, sassi di varie dimensioni e polvere. La testa di TAGSAM sembra frantumare i materiali porosi sulla superficie, un indizio a conferma della teoria secondo cui Bennu è formato da detriti generati da una collisione tra asteoridi che si sono ricompattati. Il contenitore di azoto pressurizzato ha sparso qua e là molto materiale e una parte è stata catturata dalla testa di TAGSAM.
Il contatto fisico con la superficie dell’asteroide Bennu è durato solo 6 secondi, durante i quali TAGSAM ha probabilmente catturato ben più dei 60 grammi stabiliti dagli scienzati della NASA come il minimo per ritenere soddisfacente l’operazione. Un sasso un po’ più grande potrebbe essersi incastrato sul bordo della testa di TAGSAM impedendo la completa chiusura del meccanismo di cattura. La conseguenza è che piccoli frammenti hanno cominciato a uscire e sono visibili nell’immagine (NASA).
Ulteriori manovre della sonda spaziale OSIRIS-REx erano previste ma sono state cancellate per cercare di riporre correttamente i campioni nella Sample Return Capsule (SRC). La manovra chiamata Sample Mass Measurement doveva servire a stimare la massa dei campioni ma potrebbe portare a ulteriori perdite. Anche un’accensione dei propulsori per frenare OSIRIS-REx potrebbe aggravare il problema e non è urgente. Ciò significa che la priorità è quella di sigillare i campioni per evitare ulteriori perdite.
Dante Lauretta, il principale investigatore di OSIRIS-REx, il quale dirige il team scientifico e le operazioni della missione, ha spiegato che lui e i suoi colleghi stanno lavorando per riportare sulla Terra campioni di Bennu più ampi possibile. La perdita di massa è una preoccupazione perciò sta fortemente incoraggiando il team a stivare i preziosi campioni il più velocemente possibile.
L’evento TAG ha mostrato che in una missione spaziale le cose possono andare anche meglio del previsto e causare comunque problemi. Nel caso dell’asteroide Bennu, la sorpresa è arrivata dal fatto che la sua superficie è coperta di pietre, sassi di varie dimensioni e polveri varie. Ciò ha probabilmente permesso di raccogliere una quantità di materiali maggiore del previsto ma ha anche creato problemi al meccanismo di raccolta. Alla NASA possono comunque sperare che la sonda spaziale OSIRIS-REx riporti sulla Terra campioni sufficienti per esaminare materiali rimasti indisturbati per chissà quanto tempo.
