
Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters” offre una serie di indizi sul fatto che il sistema triplo TIC 470710327 sia il risultato di una fusione stellare. Un team di ricercatori ha utilizzato lo spettrografo HERMES montto sul telescopio Mercator per osservazioni mirate di questo sistema la cui scoperta è avvenuta grazie al telescopio spaziale TESS della NASA ed è stata annunciata in un articolo pubblicato nell’aprile 2022 sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”. Simulazioni al computer hanno portato i ricercatori a concludere che in origine c’erano due sistemi binari legati gravitazionalmente e in uno di essi le due stelle si sono fuse in una che ha finito per formare un sistema triplo con le altre due.
L’identificazione di sistemi multipli costituiti da stelle massicce è considerato fondamentale nei test dei modelli che descrivono le possibilità di formazione ed evoluzione stellare. Tuttavia, la loro luminosità può rappresentare un problema perché rende difficile distinguere le varie stelle che compongono un sistema multiplo. Per molto tempo, il sistema TIC 470710327 è stato considerato binario e solo recentemente le immgini catturate dal telescopio spaziale TESS hanno portato ad esami più approfonditi che hanno permesso di comprenderne la reale natura.
Negli ultimi anni, vari progetti scientifici sono stati aperti al pubblico con la possibilità di contribuire a ricerche di vario tipo. La piattaforma Zooniverse include vari progetti tra cui PHT (Planet Hunters TESS), che permette ad astrofili di cercare esopianeti. Nel caso del sistema TIC 470710327, nel 2019 hanno segnalato anomalie che hanno portato a ulteriori esami e al riconoscimento che si tratta di un sistema triplo. La ricerca non è finita lì perché si tratta di un sistema fuori dal normale anche tra quelli multipli.
Le tre stelle di TIC 470710327 formano un sistema davvero massiccio e compatto, molto più massiccio dei sistemi tripli conosciuti. Due stelle ruotano l’una attorno all’altra in quasi esattamente un giorno terrestre e hanno una massa complessiva che è 12 volte quella del Sole. La terza stella ha una massa ben superiore dato che è circa 16 volte quella del Sole e orbita attorno alle due compagne in circa 52 giorni terrestri. Si tratta di un terzetto davvero luminoso ed è il motivo per cui ci sono voluti decenni per comprenderne la natura.
La configurazione del terzetto di TIC 470710327 è stata esaminata per cercare di capirne l’origine. Simulazioni al computer hanno permesso di valutare diverse ipotesi per capire quale fosse più probabile. Una possibilità era che la stella più massiccia si fosse formata per prima ma in quel caso avrebbe probabilmente espulso materiali che avrebbero interferito con la formazione della coppia vicina. Un’altra possibilità era che la stella più massiccia si fosse formata in modo indipendente dalla coppia vicina e solo successivamente si fosse avvicinata a quella coppia formando un legame gravitazionale.
I risultati di oltre 100.000 Simulazioni indicano che l’origine più probabile del terzetto di TIC 470710327 è nella formazione di due sistemi binari legati gravitazionalmente in cui una coppia si è fusa per formare la stella più massiccia. Secondo i ricercatori, si tratta di uno scenario che potrebbe essere comune quando parecchie stelle massicce si formano in sistemi multipli, forse già durante la fase di formazione stellare se due delle protostelle sono abbastanza vicine.
Le conclusioni raggiunte da questo studio sono ragionevoli ma sono necessarie altre prove e quindi altre osservazioni mirate per confermarle. Ad esempio, i modelli predicono che una fusione stellare porterebbe alla nascita di una stella fortemente magnetizzata con una rotazione lenta. Le prossime indagini potrebbero fornire risultati interessanti riguardo all’evoluzione di questi sistemi multipli con ramificazioni riguardanti l’evoluzione di stelle massicce, che hanno una vita breve e intensa che termina con l’espulsione nello spazio interstellare di molti elementi chimici importanti nella formazione di nuovi pianeti.
