Massimo Luciani

Swift J1818.0-1607 vista da XMM-Newton (Immagine cortesia ESA/XMM-Newton; P. Esposito et al. (2020))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio su Swift J1818.0-1607, la più giovane pulsar finora scoperta, che offre prove che si tratta allo stesso tempo di una magnetar e una delle pochissime ad avere anche emissioni radio. Un team di ricercatori che include alcuni dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato i telescopi spaziali XMM-Newton dell’ESA, Swift e NuSTAR della NASA per la rilevazioni delle emissioni di raggi X e il Sardinia Radio Telescope dell’INAF per le rilevazioni delle emissioni radio in una complessa campagna osservativa necessaria a studiare le caratteristiche combinate dei due tipi di stella di neutroni.

I tre anelli del disco di GW Orionis

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio del sistema triplo di GW Orionis, o semplicemente GW Ori, e in particolare delle interazioni tra le tre stelle che lo compongono e il disco di gas e polveri che lo circonda, suddiviso in tre anelli. Un team di ricercatori coordinato dal Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Victoria, in Canada, ha usato il radiotelescopio ALMA per condurre le osservazioni necessarie a identificare i tre anelli, a stimare le loro masse e a scoprire un disallineamento tra di essi.

Le protostelle in IRAS 16293-2422 A

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta osservazioni di una coppia di protostelle in un sistema in fase di formazione catalogato come IRAS 16293-2422 A. Un team di ricercatori del gruppo di astrochimica del Max Planck Institut für extraterrestrische Physik (MPE) a Monaco di Baviera, in Germania, ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare le due protostelle, catalogate come A1 e A2, dato che è in grado di rilevare le emissioni non filtrate dai materiali che le circondano formando anche i dischi circumstellari da cui in futuro potrebbero nascere pianeti. Le due protostelle sono nella fase iniziale della loro formazione e sono ancora circondate dalla nube molecolare che costituisce la fonte del gas e delle polveri che le stanno formando.

Proxima Centauri vista dalla Terra e dalla sonda spaziale New Horizons

La NASA ha pubblicato immagini ottenute dalla sua sonda spaziale New Horizons nel corso dell’esperimento della parallasse interstellare condotto tra il 22 e 23 aprile 2020. La macchina fotografica LORRI è stata puntata verso Proxima Centauri e Wolf 359, due delle stelle più vicine al sistema solare, ottenendo immagini che mostrano come appaiano in posti diversi da quelli in cui le vediamo dalla Terra. Si tratta di un’applicazione del fenomeno della parallasse con l’apparente spostamento delle due stelle causato dal fatto che New Horizons è a circa 7 miliardi di chilometri dalla Terra. La combinazione delle immagini catturate da New Horizons e da uno strumento sulla Terra mostra l’effetto della parallasse, che nel futuro potrebbe aiutare gli strumenti di navigazione interstellare come i marinai hanno usato le posizioni delle stelle per navigare nei mari della Terra.

Sgretolamenti e fratture lineari in rocce sull'asteroide Bennu

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta le prove di fratture termiche sull’asteroide Bennu causate dall’escursione termica tra giorno e notte. Un team di ricercatori guidato da Jamie Molaro del Planetary Science Institute di Tucson, in Arizona, ha esaminato immagini della superficie di Bennu catturate dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA trovando esempi di questo fenomeno chiamato tecnicamente termoclastismo. Si tratta della prima rilevazione di questo fenomeno su un oggetto privo di atmosfera e ciò offre nuove informazioni per capire l’evoluzione di Bennu e in generale degli asteroidi nel corso del tempo. Ciò comprende il progressivo sgretolamento delle rocce attraverso il particolare effetto del termoclastismo chiamato esfoliazione.