Massimo Luciani

Un intero ammasso galattico influenzato dall'attività di un buco nero supermassiccio

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su un buco nero supermassiccio nell’ammasso galattico SPT-CLJ0528-5300 o semplicemente SPT-0528 che ha avuto un’attività esplosiva fuori dal normale. Un team di ricercatori ha usato in particolare l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per studiare quell’attività scoprendo che i materiali spinti via hanno creato due enormi cavità a 180° l’una dall’altra. Misurando volume e pressione del gas spostato e calcolando l’età delle cavità è stato possibile stimare l’energia di quell’attività in oltre 1054 joule, la più elevata finora scoperta in un ammasso distante. Potrebbe essere la causa della scarsa formazione stellare in ammassi come questo.

NGC 2264 visto da Spitzer (Immagine Credit: NASA/JPL-Caltech/P.S. Teixeira (Center for Astrophysics))

Il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha catturato una nuova immagine del cosiddetto ammasso Albero di Natale, così soprannominato per la sua forma. Quell’apparenza è aumentata da una notevole formazione stellare con la conseguente presenza di protostelle che emettono una luce che a Spitzer appare rosa o rossa che danno all’area un effetto simile alle palle dell’albero di Natale. Esso fa parte di un insieme di oggetti noti collettivamente con la sigla NGC 2264 che include anche l’ammasso Fiocco di Neve, la Nebulosa Cono e la Nebulosa Pelliccia di Volpe.

Gli "esopianeti di zucchero filato" del sistema di Kepler 51 studiati con il telescopio spaziale Hubble

Un articolo che verrà pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio su tre esopianeti gassosi scoperti nel sistema di Kepler 51 appartenenti a un raro tipo che ha una densità molto bassa anche per gli standard di questi pianeti. Un team di ricercatori guidato da Jessica Libby-Roberts, una studentessa dell’Università del Colorado a Boulder, ha usato il telescopio spaziale Hubble per studiare quei tre esopianeti confermando la loro densità così bassa da meritare soprannomi come “pianeti di zucchero filato” o “super-gonfio” (super puff). Questo studio suggerisce che stanno rapidamente perdendo massa perciò nel lontano futuro potrebbero trasformarsi in mini-Nettuno, una categoria molto più comune.

La navicella spaziale CST-100 Starliner di Boeing al momento dell'atterraggio (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale CST-100 Starliner di Boeing è atterrata al White Sands Missile Range in New Mexico, terminando la sua missione Boe-OFT (Boeing Orbital Flight Test). A differenza delle precedenti navicelle americane, questa non compie un ammaraggio nell’oceano ma atterra sulla terraferma. Lo staff di terra è intervenuto in un’esercitazione dell’attività di assistenza che avverrà nelle missioni con astronauti.

La navicella spaziale CST-100 Starliner di Boeing al decollo su un razzo Atlas V (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale CST-100 Starliner di Boeing è partita su un razzo vettore Atlas V della ULA dalla base di Cape Canaveral nella missione Boe-OFT (Boeing Orbital Flight Test). Dopo circa quindici minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo. Dopo poco più di mezz’ora era previta la prima di una serie di manovre per l’inserimento orbitale ma è emerso un problema che richiede che al centro controllo missione vengano valutate le possibili opzioni per inserire la CST-100 Starliner nell’orbita corretta per poter procedere con la sua missione. Boeing ha il controllo della navicella, che è in un’orbita stabile perciò non corre pericoli.