Massimo Luciani

Concetto artistico di pianeta sub-nettuniano (Immagine NASA/ESA/G. Bacon (STScI)/L. Kreidberg & J. Bean (U. Chicago)/H. Knutson (Caltech) )

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” offre una spiegazione all’abbondanza di pianeti di tipo sub-nettuniano scoperta rispetto ai giganti gassosi. Un team di ricercatori guidato da Edwin Kite dell’Università di Chicago ha studiato le caratteristiche di questi pianeti offrendo come spiegazione quella che hanno chiamato crisi di fugacità in riferimento al termine che misura quanto più facilmente un gas si dissolve in una miscela di quanto ci si aspetterebbe in base alla pressione. Nel caso dei pianeti sub-nettuniani, i gas nella loro atmosfera si dissolvono nell’oceano di magma che probabilmente ricopre la superficie del loro nucleo roccioso.

Un enorme anello di idrogeno attorno alla galassia AGC 203001

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di un gigantesco anello di idrogeno neutro che circonda una “galassia spenta” catalogata come AGC 203001. Un team di astronomi del National Centre for Radio Astrophysics (NCRA) a Pune, India, ha usato il Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) per osservare quell’anello, molto più grande della galassia stessa con un diametro di circa 380.000 anni luce, il quadruplo della Via Lattea. La collaborazione di astronomi francesi ha permesso un ulteriore studio con il Canada-France-Hawaii-Telescope (CFHT) alle Hawaii, USA, che non ha trovato segni di stelle associate all’anello, una stranezza considerando che una struttura del genere sembra perfetta come culla di nuove stelle.

Concetto artistico di blazar (Immagine cortesia M. Weiss/CfA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul blazar CTA 102. Un team di ricercatori ha usato dati che attraversano lo spettro elettromagnetico dalle onde radio ai raggi gamma rilevati da una serie di telescopi spaziali e al suolo. Essi hanno permesso di monitorare la variabilità di CTA 102 tra il 2013 e il 2017 ed eventi come la notevole attività di emissioni di raggi gamma tra il novembre 2016 e il febbraio 2017, diventata davvero esplosiva in quattro occasioni con un picco raggiunto il 28 dicembre 2016.

navicella spaziale CST-100 Starliner Calypso di Boeing durante il recupero (Foto cortesia Boeing)

Boeing ha comunicato che i suoi ingegneri e tecnici stanno conducendo un esame approfondito della propria navicella spaziale CST-100 Starliner, atterrata il 22 dicembre dopo la fine prematura della sua missione Boe-OFT (Boeing Orbital Flight Test). L’esame include il recupero di tutti i dati registrati dai sistemi di bordo per ottenere risposte definitive sul problema che ha causato un errato inserimento in orbita circa mezz’ora dopo il lancio. Dopo l’atterraggio al White Sands Missile Range in New Mexico, il nome Calypso è stato proposto dall’astronauta Sunita Williams e rapidamente approvato, perciò sarà il nome ufficiale usato nelle prossime missioni, dato che la navicella è riutilizzabile.

Un'analisi di stelle binarie larghe mostra che sono gemelle

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio su stelle binarie larghe. Un team di ricercatori guidato da Keith Hawkins dell’Università del Texas a Austin ha studiato 25 coppie di stelle binarie larghe identificate usando i dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA. Usando il telescopio Harlan J. Smith all’Ossservatorio McDonald, i ricercatori hanno esaminato la composizione chimica delle 50 stelle in modo approfondito concludendo che stelle nate assieme mostrano una composizione chimica praticamente identica, molto più vicina di stelle dello stesso tipo scelte a caso.