Massimo Luciani

Concetto artistico di una stella di neutroni che emette un lampo radio veloce dalla sua magnetosfera (Immagine cortesia Daniel Liévano, edited by MIT News)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’individuazione dell’origine del lampo radio veloce catalogato come FRB 20221022A collegandolo a una stella di neutroni di classe magnetar, probabilmente emerso dalla sua magnetosfera. Un team di ricercatori coordinato dal MIT ha usato osservazioni condotte con il radiotelescopio CHIME per individuare l’origine di questo lampo radio veloce già conosciuto sfruttando il fenomeno della scintillazione, paragonabile a come le stelle sfavillano nel cielo. Si tratta di un’altra prova del legame tra magnetar e lampi radio veloci, le potentissime emissioni che possono essere eventi singoli oppure ripetuti.

I satelliti SpaDeX al decollo su un razzo vettore PSLV-CA (Foto cortesia ISRO)

Nel tardo pomeriggio di ieri, i due satelliti della missione SpaDeX (Space Docking Experiment) sono stati lanciati dal centro spaziale Satish Dhawan, in India, su un razzo vettore PSLV-CA. I due satelliti si sono regolarmente separati dall’ultimo stadio del razzo e si sono immessi nell’orbita circolare a circa 475 chilometri di altitudine. Altri 24 esperimenti vari sono stati lanciati nella stessa missione ma i satelliti SpaDeX sono i più importanti perché serviranno a testare le tecnologie di attracco necessarie ai progressi nel programma spaziale indiano.

La regione di Australe Scopuli su Marte (Immagine ESA/DLR/FU Berlin (CC-BY-SA 3.0 IGO))

L’ESA ha pubblicato una rielaborazione di immagini della regione del pianeta Marte di Australe Scopuli catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Quell’area è ricoperta di quel che sembra neve ma in realtà si tratta di ghiaccio di anidride carbonica e polvere. Nonostante le differenze, la vista ricorda un paesaggio natalizio, soprattutto quello comune ad altitudini in cui sulla Terra nevica normalmente. Si tratta comunque di un giorno significativo perché il 25 dicembre 2003 Mars Express entrò nell’orbita di Marte.

Concetto artistico del più lontano blazar conosciuto (Immagine U.S. National Science Foundation/NSF National Radio Astronomy Observatory, B. Saxton)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano diversi aspetti di uno studio del blazar catalogato come VLASS J041009.05−013919.88, o semplicemente J0410−0139, il più distante trovato finora. Due team di ricercatori dei quali uno include l’associata INAF Silvia Belladitta e l’altro include Roberto Decarli dell’INAF di Bologna hanno usato diversi telescopi spaziali e al suolo e alcuni radiotelescopi per ottenere rilevazioni in varie bande elettromagnetiche.

Il cargo spaziale Dragon ripreso dall'astronauta Don Pettit mentre lascia la Stazione Spaziale Internazionale per concludere la missione CRS-31

Poche ore fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-31 (Cargo Resupply Service 31) per conto della NASA ammarando senza problemi al largo della costa della Florida. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale circa 24 ore prima. Per SpaceX, era l’undicesima missione del secondo contratto con la NASA per trasportare rifornimenti alla Stazione con la nuova versione del cargo Dragon.

Poco dopo l’ammaraggio, la nave “MV Megan” di SpaceX è andata a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro poche ore. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 5 novembre 2024.