Massimo Luciani

Concetto artistico di lampo gamma (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive l’osservazione di un lampo gamma catalogato come GRB 160625B. Un team internazionale di astronomi guidato da Eleonora Troja dell’Università del Maryland ha utilizzato una serie di telescopi dopo la sua scoperta con il telescopio spaziale Fermi della NASA per rilevare le proprietà di quest’evento estremamente energetico, la sua geometria, l’orientamento del suo getto e l’origine del suo lampo ottico estremamente brillante.

Illustrazione della stima delle dimensioni delle comete (Immagine ASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sulle comete a lungo periodo concludendo che sono più comuni del previsto. Un team di ricercatori guidato da James Bauer dell’Università del Maryland ha utilizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale WISE della NASA per scoprire che anche quelle di almeno un chilometro di dimensione sono più comuni del previsto e mediamente sono grandi il doppio di quelle della famiglia cometaria di Giove.

Antichi depositi vulcanici sulla Luna (Immagine cortesia Milliken lab / Brown University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca che offre prove dell’esistenza di grandi quantità di acqua in antichi depositi vulcanici sulla Luna. Ralph E. Milliken e Shuai Li della Brown University hanno utilizzato dati raccolti dallo spettrometro Moon Mineralogy Mapper della sonda spaziale Chandrayaan-1 per individuare l’acqua, forse formatasi dopo la collisione tra un pianeta e la Terra primordiale che portò alla formazione della Luna.

Rendering del Falcon Heavy sul Pad 39A al Kennedy Space Center (Immagine SpaceX)

Questa settimana Elon Musk ha parlato alla International Space Station (ISS) Research & Development Conference tenuta a Washington e ha fornito qualche aggiornamento riguardante gli sviluppi dei programmi di SpaceX per il futuro prossimo. Dopo vari anni di dichiarazioni importanti, anche riguardo a spedizioni su Marte, stavolta ha dovuto invece frenare spiegando che ci sono cambiamenti e vari ritardi ma lasciando intendere che in futuro arriveranno altre novità.

L'area del possibile impatto su Marte (Immagine MOLA Science Team)

Un articolo pubblicato su “Geophysical Research Letters” descrive uno studio che attribuisce a un gigantesco impatto meteorico avvenuto sull’emisfero settentrionale di Marte quasi 4 miliardi e mezzo di anni fa alcune caratteristiche del pianeta rosso. Secondo Stephen Mojzsis dell’Università del Colorado a Boulder e Ramon Brasser del Tokyo Institute of Technology in Giappone è quella la causa della presenza di metalli rari, delle differenze tra emisfero settentrionale e meridionale e forse anche dell’esistenza delle due lune.