Massimo Luciani

Foto scattata dalla macchina fotografica a bordo della LightSail che mostra parte della vela solare (Foto The Planetary Society)

The Planetary Society ha dichiarato il successo della missione di test della vela solare LightSail. Partito il 20 maggio 2015 come carico secondario nel lancio dello shuttle militare X-37B, il nanosatellite di classe CubeSat che conteneva la vela solare ha superato vari problemi. Alla fine i sistemi di bordo sono stati testati raccogliendo moltissimi dati utili per la la missione completa prevista per il 2016. Nei giorni scorsi, il prototipo di LightSail è rientrato nell’atmosfera, disintegrandosi.

L'area della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko in cui è atterrato il lander Philae (Ellisse: ESA/Rosetta/Philae/CONSERT; Immagine: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Nel corso del week end il lander Philae ha ripreso a comunicare dalla superficie della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Erano passati quasi esattamente sette mesi da quando Philae aveva esaurito l’energia delle batterie e, siccome la sua posizione non gli permetteva di ricaricarle usando i pannelli solari, era entrato in ibernazione. Ora l’ESA sta preparando nuovi piani per cercare di sfruttare al meglio il periodo in cui la cometa sarà abbastanza vicina al Sole da fornire a Philae l’energia necessaria per lavorare.

Il gruppo di galassie NGC 5813 visto dall'osservatorio per i raggi X Chandra (Immagine X-ray: NASA/CXC/SAO/S.Randall et al., Optical: SDSS)

Un articolo sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sul gruppo di NGC 5813 effettuata usando l’osservatorio spaziale per i raggi X Chandra della NASA. In questo gruppo di galassie sono state scoperte multiple eruzioni originate dal buco nero supermassiccio al centro della galassia che dà il nome al gruppo. Quest’attività è avvenuta nel corso di circa 50 milioni di anni e ha modificato l’aspetto del gruppo, creando varie cavità, enormi bolle all’interno della nube di gas caldi che lo avvolge.

Concetto artistico dell'anello di Febe con Saturno e gli altri anelli nel mezzo (Immagine NASA/JPL/Space Science Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che ha svelato le dimensioni dell’anello più esterno del pianeta Saturno. Esso è chiamato anello di Febe perché si ritiene che sia stato creato da polveri arrivate da Febe, una delle lune di Saturno, in seguito a impatti che le hanno proiettate nello spazio. Quest’anello era stato scoperto nel 2009 e da subito erano state notate le dimensioni enorme. Questa nuova ricerca effettuata usando immagini agli infrarossi ottenute dal telescopio spaziale WISE della NASA dimostra che è ancora più grande di quanto si pensasse.

Terry Virts, Anton Shkaplerov e Samantha Cristoforetti assistiti dopo l'atterraggio con la navicella spaziale Soyuz TMA-15M (Foto NASA TV, Anatoly Zak)

Poco fa, l’astronauta Terry Virts della NASA, il cosmonauta russo Anton Shkaplerov, e l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz TMA-15M, atterrata senza problemi in Kazakistan. I tre hanno trascorso quasi sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove erano arrivati il 24 novembre 2014. Inizialmente, erano parte della Expedition 42, nella seconda metà della loro permanenza sono stati parte della Expedition 43 con Terry Virts come comandante della Stazione.