Astronomia / astrofisica

CK Vulpeculae vista da Gemini Nord (Immagine International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA. Image processing: Travis Rector (University of Alaska Anchorage), Jen Miller (Gemini Observatory/NSF's NOIRLab), Mahdi Zamani & Davide de Martin)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta una ricerca su CK Vulpeculae (CK Vul), quella che era considerata una nova ben documentata essendo stata descritta tra il 1670 e il 1672, anche per la nebulosa bipolare che ha lasciato ed è stata studiata recentemente. Un team di astronomi guidato da Dipankar Banerjee, Tom Geballe e Nye Evans ha usato lo spettrografo GNIRS montato sul telescopio Gemini Nord per ottenere misurazioni che hanno portato a concludere che CK Vulpeculae è distante circa 10.000 anni luce dalla Terra, cinque volte più lontata di quanto stimato in precedenza, e che l’esplosione sia stata più potente rispetto a una nova ma non ai livelli di una supernova.

Pyrrhae Regio su Marte vista da Mars Express

L’ESA ha pubblicato nuove immagini catturate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express di Pyrrhae Regio, una regione vicina al sistema delle Valles Marineris sul pianeta Marte. Si tratta di quello che viene definito un terreno caotico del tipo che si forma quando c’è ghiaccio sotterraneo che si scioglie provocando il rilascio di grande quantità di acqua. Un processo del genere richiede una notevole quantità di calore, che può essere stata fornita da attività vulcanica o da un impatto meteorico. L’aspetto attuale è ciò che è rimasto dopo il deflusso dell’acqua, lasciando in particolare le formazioni geologiche chiamate mesa.

Galassia iperluminosa vista da Hubble (Immagine ESA/Hubble)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sulle galassie iperluminose. Un team di ricercatori guidato da Lingyu Wang dell’Istituto Olandese per le Ricerche Spaziali di Utrecht ha usato il radiotelescopio LOFAR per valutare la quantità di galassie iperluminose agli infrarossi concludendo che essa è dieci volte più numerosa di quelle che le stelle possono produrre secondo i modelli attuali. Se i modelli sono corretti, significa che in molte galassie ci sono altre fonti luminose come ad esempio un nucleo galattico attivo alimentato da un buco nero supermassiccio circondato da grandi quantità di materiali scaldati al punto da generare emissioni elettromagnetiche.

Illustrazione artistica di un lampo gamma corto come GRB 200522A

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla kilonova osservata il 22 maggio 2020 e sulle sue conseguenze. Si è trattato della fusione tra due stelle di neutroni che ha generato un lampo gamma corto catalogato come GRB 200522A e come risultato ha prodotto quella che dalle prime analisi sembra una magnetar, ancora una stella di neutroni ma del tipo caratterizzato da un campo magnetico estremamente potente. Un team di ricercatori guidato dall’astronoma Wen-fai Fong della Northwestern University di Evanston, Illinois, negli USA, ha preso in considerazione varie possibili spiegazioni per l’evento osservato, che ha avuto una luminosità eccezionale, e una kilonova che ha prodotto una magnetar è risultata la spiegazione più probabile.

Una rappresentazione dell'acqua nell'atmosfera di Marte con i picchi durante i periodi delle tempeste di sabbia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta uno studio che spiega dove sia finita la gran parte dell’acqua che il pianeta Marte possedeva quand’era giovane, ai tempi in cui era allo stato liquido sulla sua superficie. Un team di ricercatori guidato da Shane Stone dell’Università americana dell’Arizona ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale MAVEN della NASA per tracciare i movimenti dell’acqua nell’atmosfera, fino ad altitudini elevate, dove avvengono reazioni che la scompongono e producono idrogeno atomico, che si disperde nello spazio. Questo studio ha messo in luce il ruolo delle tempeste di sabbia nella perdita dell’acqua.