Astronomia / astrofisica

Laghi su Titano

Un articolo pubblicato sulla rivista “The American Astronomical Society” riporta uno studio sui laghi di idrocarburi esistenti su Titano, la grande luna di Saturno, mostrandone le similitudini con i laghi terrestri. Un team di ricercatori guiato da Jordan Steckloff ha analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini scoprendo che i laghi di Titano composti da metano, etano e azoto formano strati simili a quelli terrestri. I meccanismi di stratificazione sono diversi perché sulla Terra gli strati sono la conseguenza della temperatura mentre su Titano esistono a causa delle particolari interazioni chimiche tra i liquidi in superficie e l’atmosfera.

Mappa radar dell'area attorno al sistema di laghi su Marte (Immagine cortesia Sebastian Emanuel Lauro et al. Nature Astronomy, 2020)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di nuovi laghi sotterranei di acqua liquida molto salata sotto la calotta del polo sud del pianeta Marte. Un team di ricercatori guidato da Elena Pettinelli e Sebastian Lauro, entrambi dell’Università Roma Tre, che include altri ricercatori italiani ha usato dati raccolti dal radar MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding) della sonda spaziale Mars Express dell’ESA per scoprire quelli che formano un sistema di laghi composto da tre laghi principali circondati da altri laghetti più piccoli. Ciò conferma la scoperta di un lago annunciata nel luglio 2018 e offre prove che non si tratta di un caso unico. Rimane un ambiente estremo per cui servono un po’ di speculazioni per immaginare forme di vita in quei laghi ma anche gli autori di questa nuova ricerca raccomandano di aumentare l’esplorazione di quelle aree per capire quale sia il loro potenziale per ospitare la vita.

Il polo sud di Giove (Immagine NASA-JPL/Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” riporta uno studio sulle tempeste al polo sud del pianeta Giove e sul loro schema geometrico regolare. Un team di ricercatori dell’Università di Berkeley e del Caltech hanno usato modelli matematici derivanti da ricerche condotte nel XIX secolo da Lord Kelvin basandosi su esperimenti del fisico Alfred Mayer per spiegare perché quelle tempeste si sono concentrate in quell’area e perché su Giove sono disposte in quella formazione geometrica.

Simulazioni e osservazioni di M87*

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sui dati raccolti nel corso degli anni dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87, quello immortalato nell’immagine presentata nell’aprile 2019 dal progetto Event Horizon Telescope (EHT). Un team di ricercatori guidato da Maciek Wielgus del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian (CfA) ha analizzato anche dati che non erano stati pubblicati ma facevano parte delle osservazioni compiute tra il 2009 e il 2013 con un numero minore di radiotelescopi. Quei dati sono risultati comunque utilissimi per mostrare i cambiamenti in quell’area, con l’ombra del buco nero M87* che risulta tremolante e con una variazione nel suo orientamento.

Concetto artistico della Terra Pigreco (Immagine cortesia NASA Ames/JPL-Caltech/T. Pyle, Christine Daniloff, MIT)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio sull’esopianeta K2-315b, soprannominato Terra Pigreco (Pi Earth) perché il suo anno dura 3,14 giorni terrestri, un’approssimazione del valore di pi greco. Un team di ricercatori del progetto SPECULOOS (Search for habitable Planets EClipsing ULtra-cOOl Stars), una rete di telescopi al suolo, li ha usati per confermare l’esistenza del pianeta verificando dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Terra Pigreco è molto vicina alla sua stella perciò la temperatura sulla sua superficie è molto elevata anche se la stella è molto piccola e relativamente fredda. Eventuali forme di vita dovrebbero essere analoghe agli estremofili terrestri. Può essere privo di vita ma è un candidato interessante per lo studio della sua atmosfera.