Astronomia / astrofisica

Le protostelle in IRAS 16293-2422 A

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta osservazioni di una coppia di protostelle in un sistema in fase di formazione catalogato come IRAS 16293-2422 A. Un team di ricercatori del gruppo di astrochimica del Max Planck Institut für extraterrestrische Physik (MPE) a Monaco di Baviera, in Germania, ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare le due protostelle, catalogate come A1 e A2, dato che è in grado di rilevare le emissioni non filtrate dai materiali che le circondano formando anche i dischi circumstellari da cui in futuro potrebbero nascere pianeti. Le due protostelle sono nella fase iniziale della loro formazione e sono ancora circondate dalla nube molecolare che costituisce la fonte del gas e delle polveri che le stanno formando.

Proxima Centauri vista dalla Terra e dalla sonda spaziale New Horizons

La NASA ha pubblicato immagini ottenute dalla sua sonda spaziale New Horizons nel corso dell’esperimento della parallasse interstellare condotto tra il 22 e 23 aprile 2020. La macchina fotografica LORRI è stata puntata verso Proxima Centauri e Wolf 359, due delle stelle più vicine al sistema solare, ottenendo immagini che mostrano come appaiano in posti diversi da quelli in cui le vediamo dalla Terra. Si tratta di un’applicazione del fenomeno della parallasse con l’apparente spostamento delle due stelle causato dal fatto che New Horizons è a circa 7 miliardi di chilometri dalla Terra. La combinazione delle immagini catturate da New Horizons e da uno strumento sulla Terra mostra l’effetto della parallasse, che nel futuro potrebbe aiutare gli strumenti di navigazione interstellare come i marinai hanno usato le posizioni delle stelle per navigare nei mari della Terra.

Sgretolamenti e fratture lineari in rocce sull'asteroide Bennu

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta le prove di fratture termiche sull’asteroide Bennu causate dall’escursione termica tra giorno e notte. Un team di ricercatori guidato da Jamie Molaro del Planetary Science Institute di Tucson, in Arizona, ha esaminato immagini della superficie di Bennu catturate dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA trovando esempi di questo fenomeno chiamato tecnicamente termoclastismo. Si tratta della prima rilevazione di questo fenomeno su un oggetto privo di atmosfera e ciò offre nuove informazioni per capire l’evoluzione di Bennu e in generale degli asteroidi nel corso del tempo. Ciò comprende il progressivo sgretolamento delle rocce attraverso il particolare effetto del termoclastismo chiamato esfoliazione.

Varie situazioni di stelle e pianeti

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di un candidato esopianeta con una probabilità molto elevata di esistere, una super-Terra designata come KOI-456.04 il cui anno stimato è poco più lungo di quello terrestre che orbita attorno a Kepler-160, una stella simile al Sole. Un team di ricercatori guidato da René Heller del Max Planck Institute for Solar System Research di Gottinga, in Germania, ha analizzato vecchi dati accumulati dal telescopio spaziale Kepler utilizzando un nuovo metodo basato sul modello fisico dettagliato della variazione della luminosità della stella invece di quello classico basato sulla ricerca dei minuscoli cali di luminosità che avvengono quando il pianeta passa tra la stella e il telescopio. L’analisi ha portato anche alla scoperta di un altro candidato esopianeta designato come Kepler-160 d.

Concetto artistico di W1200-7845 col suo disco protoplanetario (Immagine NASA/William Pendrill)

Al 236° Meeting dell’American Astronomical Society (AAS) tenuto nei giorni scorsi, in quest’occasione in maniera virtuale e non in un luogo fisico a causa della pandemia Covid-19, è stata annunciata la scoperta della più giovane nana bruna del nostro vicinato cosmico. Chiamata W1200-7845, è talmente giovane da avere un disco protoplanetario, una scoperta davvero interessante perché permetterà di studiare una possibile formazione planetaria attorno a un oggetto che può essere considerato una stella fallita. Questo risultato è arrivato grazie al programma Disk Detective, che permette a persone comuni di esaminare immagini astronomiche catturate dal telescopio spaziale WISE della NASA, alla ricerca di dischi protoplanetari. La sua scoperta ha permesso di compiere osservazioni mirate allo scopo di studiarne l’evoluzione.