Astronomia / astrofisica

Il sistema della nana bruna GJ 504 B

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” offre una spiegazione ai meccanismi di formazione di pianeti giganti gassosi e nane brune portando prove che si tratta di due meccanismi diversi. Un team di astronomi guidato da Brendan Bowler dell’Università del Texas, a Austin, ha condotto osservazioni all’Osservatorio Keck e con il telescopio Subaru, entrambi alle Hawaii, affiancate da simulazioni al computer usando il software libero / open source orbitize! per cercare di capire se vi fossero differenze orbitali che indicassero una diversa origine tra questi oggetti. La loro conclusione è che le nane brune hanno orbite decisamente più ellittiche.

NGC 4490 e NGC 4485

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta le prove che la galassia NGC 4490 ha un doppio nucleo. Un team di ricercatori guidato da Allen Lawrence della Iowa State University ha studiato dati raccolti usando vari telescopi per trovare le tracce di due diversi nuclei in NGC 4490. Uno dei due nuclei può essere visto a lunghezze d’onda ottiche, l’altro è nascosto da polveri e può essere visto solo agli infrarossi e a lunghezze d’onda radio, in grado di passare attraverso quelle polveri. Lawrence aveva visto il doppio nucleo circa sette anni fa, quand’era uno studente di astronomia anche se all’epoca aveva circa 70 anni.

La sonda spaziale Solar Orbiter al decollo su un razzo Atlas V (Foto ESA - S. Corvaja)

Poche ore fa la sonda spaziale Solar Orbiter è decollata su un razzo vettore Atlas V da Cape Canaveral. Dopo circa 53 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e ha iniziato il lungo viaggio che la porterà fino a circa 42 milioni di chilometri dal Sole. Poco dopo ha regolarmente dispiegato i pannelli solari e ha cominciato a comunicare con il centro controllo missione.

Plutone

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research” riporta uno studio sul pianeta nano Plutone e in particolare sulla regione a forma di cuore chiamata Tombaugh Regio e sulla sua influenza sulla circolazione atmosferica a livello globale. Un team di ricercatori coordinato dall’Ames Research Center della NASA ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons per studiare in particolare la circolazione dell’azoto e il suo ciclo paragonato in modo appropriato al battito di un cuore. Si tratta di un’altra conferma che Plutone è un piccolo mondo attivo nonostante le piccole dimensioni e l’atmosfera tenue.

Il centro dell'ammasso galattico di Perseo (Immagine NASA/CXC/IoA/A.Fabian et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta i risultati dello studio di deflussi di gas molecolare in dodici galassie massicce al centro di ammassi galattici. Un team di ricercatori ha analizzato dati raccolti con il radiotelescopio ALMA per compiere questo studio trovando che i nuclei galattici attivi delle galassie osservate provocano periodici rilasci di energia in esplosioni di radiazioni o come getti di particelle che si muovono a velocità vicine a quelle della luce. I rilasci di energia provocano deflussi di gas che può essere spinto anche oltre i confini della galassia. Questo meccanismo limita l’avvicinamento del gas al buco nero supermassiccio centrale, diminuendo l’attività esplosiva in quello che viene chiamato feedback. I ricercatori stanno studiando soprattutto le conseguenze sulla formazione stellare e la possibilità che una galassia diventi quiescente.