Astronomia / astrofisica

La galassia REBELS-25 vista dal radiotelescopio ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/L. Rowland et al.)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di una galassia primordiale che è stata catalogata come REBELS-25 e mostra una struttura rotante già ordinata come non ci si aspetta da una galassia così antica. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare REBELS-25 e tracciare il movimento del gas al suo interno. I dati raccolti saranno preziosi per capire come una galassia che vediamo com’era quando l’universo aveva circa 700 milioni di anni possa avere una struttura che già sta diventando una spirale come quella della Via Lattea a quell’epoca.

La sonda spaziale Hera decolla su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Era pomeriggio in Italia quando la sonda spaziale Hera dell’ESA è partita su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral assieme ai due nanosatelliti Juventas e Milani. Dopo circa 76 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta che fra quasi esattamente due anni la porterà a raggiungere l’asteroide Didymos e la sua luna Dimorphos per esaminare le conseguenze dell’impatto della navicella spaziale DART della NASA.

Illustrazione del sistema TIC 290061484 con le sue tre stelle mostrandone la compattezza con una rappresentazione in scala dell'orbita del pianeta Mercurio nel sistema solare.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta del sistema triplo catalogato come TIC 290061484, il più compatto del suo tipo individuato finora. Un team di ricercatori coordinato dal Goddard Space Flight Center della NASA ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale TESS della NASA, applicato una tecnica di apprendimento automatico e coinvolto astrofili che hanno partecipato al progetto Planet Hunters in un nuovo progetto chiamato Visual Survey Group. Questo raro sistema triplo aiuterà a capire meglio i processi di formazione ed evoluzione di sistemi multipli.

Concetto artistico dell'esopianeta Barnard b con la stella di Barnard sullo sfondo (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta l’identificazione di un esopianeta più piccolo della Terra che orbita attorno alla stella di Barnard. Un team di ricercatori ha individuato l’esopianeta designato come Barnard b usando lo strumento ESPRESSO installato sul VLT dell’ESO in Cile. Questa scoperta è stata successivamente confermata con altri strumenti specializzati nella ricerca di esopianeti: HARPS, HARPS-N e CARMENES. I ricercatori hanno rilevato anche altre tracce che suggeriscono la presenza di tre candidati esopianeti ma saranno necessarie indagini mirate per verificarne l’esistenza.

L'area del cielo in cui è stata avvistata la galassia GS-NDG-9422, o semplicemente 9422, ingrandita nel riquadro in una vista catturata dallo strumento NIRCam (Near Infrared Camera) del telescopio spaziale James Webb.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di una galassia primordiale che è stata catalogata come GS-NDG-9422, o semplicemente 9422, in cui i gas nebulari generano una luminosità superiore a quella delle stelle. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per studiare 9422 usando in particolare lo strumento NIRSpec (Near-Infrared Spectrograph) per analizzarne la composizione chimica. La conclusione è che questa galassia è in una fase mai vista finora della sua evoluzione in cui stelle molto massicce e caldissime rendono il gas nebulare caldissimo e di conseguenza luminoso.