Astronomia / astrofisica

Gli "esopianeti di zucchero filato" del sistema di Kepler 51 studiati con il telescopio spaziale Hubble

Un articolo che verrà pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio su tre esopianeti gassosi scoperti nel sistema di Kepler 51 appartenenti a un raro tipo che ha una densità molto bassa anche per gli standard di questi pianeti. Un team di ricercatori guidato da Jessica Libby-Roberts, una studentessa dell’Università del Colorado a Boulder, ha usato il telescopio spaziale Hubble per studiare quei tre esopianeti confermando la loro densità così bassa da meritare soprannomi come “pianeti di zucchero filato” o “super-gonfio” (super puff). Questo studio suggerisce che stanno rapidamente perdendo massa perciò nel lontano futuro potrebbero trasformarsi in mini-Nettuno, una categoria molto più comune.

CHEOPS e Cosmo-SkyMed Seconda Generazione al decollo su un razzo Soyuz (Immagine cortesia Arianespace)

Poche ore fa un razzo vettore Soyuz è stato lanciato dalla base di Kourou, nelle Guiana Francese. Dopo circa 23 minuti il satellite Cosmo-SkyMed Seconda Generazione si è separato con successo dall’ultimo stadio Fregat del razzo. Circa 85 minuti doo il lancio il telescopio spaziale CHEOPS si è separato con successo dall’ultimo stadio Fregat del razzo.

Il satellite COSMO-SkyMed Seconda Generazione è il primo di una costellazione di due satelliti che ha lo scopo di sostituire i quattro satelliti della prima generazione. Si tratta di un sistema di satelliti radar per l’osservazione del territorio frutto di una collaborazione tra Agenzia Spaziale Italiana e Ministero della Difesa.

Il telescopio spaziale CHEOPS (CHaracterising ExOPlanets Satellite) dell’ESA ha lo scopo di studiare esopianeti tramite il metodo del transito, cioè osservando quelli che passano davanti alla loro stella.

MAMBO-9 è una galassia polverosa lontana 13 miliardi di anni luce

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su una galassia primordiale polverosa conosciuta come MAMBO-9. Un team di ricercatori guidato da Caitlin Casey dell’Università del Texas a Austin ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare questa galassia distante circa 13 miliardi di anni luce e il suo ritmo di formazione stellare molto superiore a quello della Via Lattea. Le osservazioni hanno permesso di appurare che in realtà si tratta di due galassie nel corso di una fusione. Tutto ciò è utile per capire il ruolo di galassie polverose come quella nell’evoluzione dell’universo.

Un nuovo ciclone scoperto al polo sud del pianeta Giove

Un nuovo ciclone è stato scoperto al polo sud del pianeta Giove dalla sonda spaziale Juno della NASA. In particolare, è stato lo strumento JIRAM a catturare le prime immagini in cui si vede che la configurazione dei cicloni esistenti in quell’area è cambiata da un pentagono di cicloni che ne circonda uno centrale a un esagono, sempre attorno a uno centrale. Il nuovo ciclone sembra piccolo rispetto a quelli già esistenti ma la sua superficie è paragonabile a quella del Texas. Questa scoperta è stata compiuta durante un passaggio ravvicinato a Giove che segue una manovra necessaria a evitare che Juno finisse nell’ombra del pianeta per 12 ore. Senza essere alimentata dai pannelli solari, le sue batterie si sarebbero scaricate completamente e la sua temperatura sarebbe scesa a livelli letali.

Frammento del meteorite Muonionalusta

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta un’analisi della composizione isotopica di sei gruppi di meteoriti ferrose i cui risultati offrono prove che una parte dei materiali che ha formato il pianeta Terra proveniva da stelle giganti rosse. Mattias Ek dell’università di Bristol, Alison C. Hunt, Maria Lugaro e Maria Schönbächler hanno esaminato in particolare la composizione isotopica del palladio trovando che alcune polveri hanno una composizione che può essere prodotta solo dalle reazioni nucleari che avvengono nelle regioni interne di giganti rosse. Ciò offre una spiegazione della maggior presenza di quel tipo di polveri sulla Terra che su Marte o negli asteroidi.