Astronomia / astrofisica

Un enorme anello di idrogeno attorno alla galassia AGC 203001

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di un gigantesco anello di idrogeno neutro che circonda una “galassia spenta” catalogata come AGC 203001. Un team di astronomi del National Centre for Radio Astrophysics (NCRA) a Pune, India, ha usato il Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) per osservare quell’anello, molto più grande della galassia stessa con un diametro di circa 380.000 anni luce, il quadruplo della Via Lattea. La collaborazione di astronomi francesi ha permesso un ulteriore studio con il Canada-France-Hawaii-Telescope (CFHT) alle Hawaii, USA, che non ha trovato segni di stelle associate all’anello, una stranezza considerando che una struttura del genere sembra perfetta come culla di nuove stelle.

Concetto artistico di blazar (Immagine cortesia M. Weiss/CfA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul blazar CTA 102. Un team di ricercatori ha usato dati che attraversano lo spettro elettromagnetico dalle onde radio ai raggi gamma rilevati da una serie di telescopi spaziali e al suolo. Essi hanno permesso di monitorare la variabilità di CTA 102 tra il 2013 e il 2017 ed eventi come la notevole attività di emissioni di raggi gamma tra il novembre 2016 e il febbraio 2017, diventata davvero esplosiva in quattro occasioni con un picco raggiunto il 28 dicembre 2016.

Un'analisi di stelle binarie larghe mostra che sono gemelle

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio su stelle binarie larghe. Un team di ricercatori guidato da Keith Hawkins dell’Università del Texas a Austin ha studiato 25 coppie di stelle binarie larghe identificate usando i dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA. Usando il telescopio Harlan J. Smith all’Ossservatorio McDonald, i ricercatori hanno esaminato la composizione chimica delle 50 stelle in modo approfondito concludendo che stelle nate assieme mostrano una composizione chimica praticamente identica, molto più vicina di stelle dello stesso tipo scelte a caso.

Un intero ammasso galattico influenzato dall'attività di un buco nero supermassiccio

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su un buco nero supermassiccio nell’ammasso galattico SPT-CLJ0528-5300 o semplicemente SPT-0528 che ha avuto un’attività esplosiva fuori dal normale. Un team di ricercatori ha usato in particolare l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per studiare quell’attività scoprendo che i materiali spinti via hanno creato due enormi cavità a 180° l’una dall’altra. Misurando volume e pressione del gas spostato e calcolando l’età delle cavità è stato possibile stimare l’energia di quell’attività in oltre 1054 joule, la più elevata finora scoperta in un ammasso distante. Potrebbe essere la causa della scarsa formazione stellare in ammassi come questo.

NGC 2264 visto da Spitzer (Immagine Credit: NASA/JPL-Caltech/P.S. Teixeira (Center for Astrophysics))

Il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha catturato una nuova immagine del cosiddetto ammasso Albero di Natale, così soprannominato per la sua forma. Quell’apparenza è aumentata da una notevole formazione stellare con la conseguente presenza di protostelle che emettono una luce che a Spitzer appare rosa o rossa che danno all’area un effetto simile alle palle dell’albero di Natale. Esso fa parte di un insieme di oggetti noti collettivamente con la sigla NGC 2264 che include anche l’ammasso Fiocco di Neve, la Nebulosa Cono e la Nebulosa Pelliccia di Volpe.