Astronomia / astrofisica

Individuata l'origine di un lampo radio veloce non ripetitivo

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la localizzazione del punto di origine di un lampo radio veloce non ripetitivo. Un team di ricercatori guidato da Keith Bannister della CSIRO (Australia’s Commonwealth Science and Industrial Research Organisation) ha scoperto il lampo radio veloce catalogato come FRB 180924 con il radiotelescopio ASKAP per poi procedere usando i telescopi Keck, Gemini South e VLT all’individuazione della sua origine in una galassia a circa 3,6 miliardi di anni luce. Prima di questo risultato, solo l’origine di un lampo radio veloce ripetitivo era stata individuata.

L'emisfero settentrionale di Titano (Immagine NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute)

Alla Astrobiology Science Conference 2019 in corso a Bellevue, Washington, Morgan Cable del JPL della NASA ha presentato i risultati di uno studio condotto assieme ad altri ricercatori su Titano, la più grande luna di Saturno. Questo team ha ricreato in laboratorio alcune condizioni esistenti nei laghi di metano e altri idrocarburi di Titano scoprendo che vi si potrebbe produrre un co-cristallo di acetilene solido e butano con la formazione di depositi a forma di anelli attorno a quei laghi analogamente ai depositi salini che vengono prodotti quando l’acqua evapora nei mari terrestri. Quei co-cristalli potrebbero essere usati da forme di vita esotiche in modo analogo all’anidride carbonica sulla Terra.

Urano visto da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); Edward M. Molter and Imke de Pater))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta nuove osservazioni agli infrarossi e alle lunghezze d’onda millimetriche del pianeta Urano e dei suoi anelli. Imke de Pater ed Edward Molter hanno condotto osservazioni con il radiotelescopio ALMA mentre Michael Roman e Leigh Fletcher hanno condotto osservazioni con il telescopio VLT. Per la prima volta è stata misurata la temperatura degli anelli, che è risultata di circa 77 Kelvin. Queste osservazioni aiutano anche a capire meglio la composizione degli anelli e le differenze rispetto a quelle degli altri pianeti.

Due pianeti delle dimensioni della Terra scoperti nel vicino sistema della Stella di Teegarden

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Astronomy&Astrophysics” riporta la scoperta di due pianeti con una massa vicina a quella della Terra attorno alla Stella di Teegarden, una minuscola stella a circa 12,5 anni luce dalla Terra e quindi una delle più vicine. Un team di ricercatori guidato dall’Università tedesca di Gottinga ha usato lo strumento CARMENES montato sul telescopio spagnolo da 3.6 metri dell’Osservatorio di Calar Alto, in Spagna, per condurre una delle recenti ricerche concentrate su piccole stelle.

La galassia nana ESO 495-21 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia nana ESO 495-21, davvero piccola avendo una massa totale stimata attorno a dieci miliardi di masse solari, circa il 3% della Via Lattea. L’interesse degli astronomi nei confronti di ESO 495-21 è dovuto al fatto che, nonostante le sue dimensioni ridotte, è del tipo starburst, cioè ha un ritmo elevato di formazione stellare, e ha al suo centro un buco nero supermassiccio con una massa stimata in almeno un milione di masse solari. Si tratta di un caso che potrebbe essere analogo alle prime galassie dell’universo e supporta l’ipotesi che la galassia nana si sia formata attorno a un buco nero che già esisteva prima.