Astronomia / astrofisica

Maree e flussi di protoni per i pianeti del sistema di TRAPPIST-1

Due articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrivono altrettante ricerche sulle possibilità che almeno alcuni dei sette pianeti rocciosi del sistema della stella nana ultrafredda TRAPPIST-1 possano essere abitabili. Due ricercatori del Lunar and Planetary Laboratory dell’Università dell’Arizona hanno esaminato gli effetti che la gravità di pianeti abbia sui vicini. Un team del Center for Astrophysics (CfA) della Harvard University e della Smithsonian Institution hanno esaminato gli effetti che i protoni ad alta energia emessi dalla stella possono avere sui pianeti.

Il primo esopianeta di dimensioni simili alla Terra individuato grazie al telescopio spaziale TESS

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di due esopianeti nel sistema della stella nana arancione HD 21749, uno dei quali è il primo di dimensioni simili alla Terra individuato grazie al telescopio spaziale TESS della NASA e l’altro un mininettuno. Un team di ricercatori guidato da Diana Dragomir aveva già sottoposto una prima versione dell’articolo sull’esopianeta HD 21749b, il mininettuno indicato anche come TOI 186.01, citando come candidato TOI 186.02 l’esopianeta roccioso ora indicato come HD 21749c nella nuova versione dell’articolo in cui viene considerato confermato.

La sonda spaziale Trace Gas Orbiter ha rilevato acqua ma non metano su Marte

Due articoli pubblicati sulla rivista “Nature” riportano i principali risultati del primo anno di lavoro della sonda spaziale Trace Gas Orbiter (TGO) di ESA e Roscosmos, parte del programma ExoMars. Un articolo riguarda l’impatto della tempesta globale che ha coperto il pianeta Marte di una coltre di polvere sull’acqua nell’atmosfera mentre l’altro articolo riporta la mancanza di rilevazioni di metano vanificando almeno per ora le speranze di scoprirne l’origine. Un terzo articolo sottoposto alla rivista “Proceedings of the Russian Academy of Science” offre la mappa più dettagliata creata finora del ghiaccio d’acqua e dei minerali idrati presenti immediatamente sotto la superficie del pianeta rosso.

L'area attorno al buco nero supermassiccio della galassia Virgo A (Immagine EHT Collaboration)

Il progetto Event Horizon Telescope (EHT) e rappresentanti dei ricercatori dei radiotelescopi ALMA e APEX hanno tenuto una conferenza stampa, una delle tante tenute nel mondo per presentare i primi risultati dell’EHT. Un progetto che per due anni ha impegnato una serie di radiotelescopi di tutto il mondo per combinare le loro osservazioni aveva lo scopo di scrutare direttamente all’interno dell’ambiente che circonda un buco nero e in particolare il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, conosciuto come Sagittarius A*, e quello al centro della galassia Virgo A.

Concetto artistico di planetesimo in orbita attorno alla nana bianca SDSS J122859.93+104032.9 (Immagine cortesia University of Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la scoperta di quello che probabilmente è un frammento di pianeta che orbita attorno a una nana bianca. Un team di ricercatori guidato dall’Università britannica di Warwick che include due ricercatrici e un ricercatore dell’INAF ha usato il Gran Telescopio Canarias di La Palma per studiare il disco di detriti che circonda la nana bianca catalogata come SDSS J122859.93+104032.9 rilevando anomalie nelle linee di emissione che sono state interpretate come il risultato della presenza di quello che è stato definito un planetesimo che orbita attorno alla stella in circa due ore.