Astronomia / astrofisica

Schema della scoperta dei barioni nel gas intergalattico

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta della materia ordinaria nell’universo che era ancora mancante all’appello. Un team di ricercatori guidato da Fabrizio Nicastro dell’INAF di Roma ha scoperto quella che tecnicamente viene chiamata materia barionica dopo averla cercata per quasi vent’anni usando il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA tenendo sotto ossservazione il quasar 1ES 1553+113 fino a trovare le tracce di barioni nascosti nel materiale caldo e gassoso presente tra le galassie.

La galassia 6dFGS gJ215022.2-055059 e il candidato buco nero di massa intermedia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta del miglior candidato trovato finora per un tipo di buco nero che per molto tempo è stato elusivo. Un team di ricercatori guidato da Dacheng Lin dello Space Science Center dell’Università del New Hampshire ha usato osservazioni effettuate da una serie di telescopi per individuare i brillamenti a varie lunghezze d’onda emessi nell’area vicina a un buco nero di massa intermedia mentre stava distruggendo una stella vicina in quello che in gergo viene chiamato evento di distruzione mareale.

La Formazione delle Medusae Fossae vista dal Mars Odyssey. Marte basato sui dati dello strumento MOLA (Immagine NASA / Chmee2)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research: Planets” descrive una ricerca sulla Formazione delle Medusae Fossae su Marte. Un team di ricercatori coordinati dalla Johns Hopkins University ha analizzato questa formazione geologica trovando la sua possibile origine in eruzioni vulcaniche esplosive che oltre tre miliardi di anni fa espulsero cenere, roccia e gas. Potrebbe aggiungere informazioni importanti dati sull’interno di Marte e sul suo passato.

Arp 299A e Arp 299B e l'evento di distruzione mareale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta di una stella distrutta da un buco nero supermassiccio in quello che in gergo viene chiamavo evento di distruzione mareale. Un team di astronomi che include Marco Bondi dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha usato vari telescopi alla ricerca di supernove in Arp 299, un oggetto generato da due galassie in fase di fusione, ma in un caso hanno finito per accorgersi che il fenomeno in atto non era un’esplosione bensì la distruzione della stella sotto osservazione.

Rappresentazione dei dati raccolti con OSIRIS

Nel corso del 232° convegno dell’American Astronomical Society, un team di ricercatori guidati da Anna Ciurlo della UCLA ha presentato i risultati di una ricerca su quelli che sono stati chiamati oggetti-G (in inglese G-objects). Hanno l’aspetto di nubi di polvere ma si comportano come stelle e si muovono molto velocemente nell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Usando dati raccolti negli ultimi 12 anni dall’Osservatorio Keck alle Hawaii i ricercatori hanno concluso che si tratta di stelle gonfie, tanto grandi che il buco nero sottrae loro materiali.