Astronomia / astrofisica

Concetto artistico di nanodiamanti in un disco protoplanetario (Immagine cortesia S. Dagnello, NRAO/AUI/NSF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la rilevazione di nanodiamanti attorno a tre sistemi stellari neonati nella Via Lattea. Un team di ricercatori guidati dall’astronoma Jane Greaves dell’Università gallese di Cardiff ha usato il Green Bank Telescope (GBT) per osservare il sistema V892 Tau e l’Australia Telescope Compact Array (ATCA) per osservare i sistemi HD 97048 e MWC 297 ottenendo le prime chiare rilevazioni di emissioni anomale di microonde concludendo che i nanodiamanti ne sono la fonte.

Concetto artistico della distribuzione dei fulmini su Giove (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI/JunoCam)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno pubblicato su “Nature Astronomy”, descrivono due ricerche sui fulmini gioviani. Un team guidato da Shannon Brown del JPL della NASA ha descritto i modi in cui i fulmini sul pianeta Giove sono analoghi a quelli sulla Terra anche se in qualche modo sono opposti. Un altro team guidato da Ivana Kolmašová della Czech Academy of Sciences di Praga ha creato il più vasto database di emissioni radio a bassa frequenza generate da fulmini su Giove, chiamati in gergo whistler. In entrambi i casi i ricercatori hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA.

L'interno di MiniBooNE (Foto Fred Ullrich / Fermilab)

Un articolo pubblicato sul server arXiv descrive l’osservazione di un eccesso di neutroni elettronici rilevato dall’esperimento MiniBooNE del FermiLab. I risultati sono coerenti per quanto riguarda energia e ordine di grandezza con quelli ottenuti negli anni ’90 dall’esperimento LSND a Los Alamos. La spiegazione più probabile è che si tratti di una prova dell’esistenza del neutrino sterile, un tipo di neutrino ipotizzato ma almeno finora non trovato nonostante molte ricerche mirate.

Monossido di carbonio in galassie starburst

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di regioni di formazione stellare dove la percentuale di stelle massicce è molto più elevata rispetto ad altre. Un team di astronomi guidati da Zhi-Yu Zhang dell’Università di Edimburgo ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare quattro antichissime galassie di tipo starburst, cioè dove c’è un’elevata formazione stellare, piene di polvere.

GW170817 visto da XMM-Newton (Immagine ESA/XMM-Newton; P. D'Avanzo (INAF–Osservatorio Astronomico di Brera))

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” e uno su “The Astrophysical Journal Letter”, descrivono due ricerche sulle conseguenze della fusione tra due stelle di neutroni rilevata l’anno scorso alle onde elettromagnetiche e gravitazionali. Il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA è stato usato per monitorare l’evoluzione delle emissioni di raggi X. L’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA è stato usato in modo simile e un team di ricercatori ha concluso che quella fusione abbia generato un buco nero.