Astronomia / astrofisica

Illustrazione di Giove, Europa, le linee di campo magnetico e la sonda spaziale Galileo (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Michigan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive un nuovo esame di dati riguardanti Europa, una delle grandi lune di Giove, raccolti nel 1997 dalla sonda spaziale Galileo della NASA. Un team di ricercatori ha usato nuovi modelli informatici per interpretare un’anomalia nel campo magnetico attorno a Europa che era rimasta inspiegata. Il risultato del nuovo esame è che l’anomalia è stata generata da pennacchi di vapore acqueo contenenti vari composti, una nuova prova della loro esistenza.

Schema della riconnessione magnetica elettronica

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di un nuovo tipo di riconnessione magnetica. Un team di ricercatori ha usato i dati raccolti dalle sonde spaziali Magnetospheric Multiscale (MMS) della NASA per scoprire questo fenomeno in atto in uno strato di confine tra vento solare supersonico e campo magnetico terrestre chiamata magnetoguaina. Quella che è stata chiamata riconnessione magnetica elettronica è ben diversa dal fenomeno normalmente in atto e converte l’energia magnetica in getti di elettroni ad alta velocità.

Rappresentazione artistica di 2004 EW95 (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive lo studio di un asteroide catalogato come 2004 EW95 che ha confermato di avere caratteristiche anomale, essendo il primo nella fascia di Kuiper a mostrare un notevole contenuto di carbonio. Un team di astronomi ha utilizzato il VLT dell’ESO per studiare un asteroide che probabilmente si è formato nella fascia tra Giove e Marte per poi essere spinto verso l’esterno del sistema solare.

Diagramma delle onde solari di Rossby (Immagine cortesia MPS/NASA/HormesDesign)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive le prove della presenza di onde gigantesche chiamate onde di Rossby sulla superficie del Sole. Un team di scienziati guidati dal Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) e dall’Università di Gottinga hanno scoperto questi vortici con dimensioni paragonabili a quelle del Sole stesso confermando un’ipotesi proposta a decenni fa perché essi esistono naturalmente in fluidi in rotazione.

Rappresentazione artistica di WASP-96b (Immagine cortesia Engine House)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sull’esopianeta WASP-96b. Si tratta di un saturniano caldo, cioè un gigante gassoso con una massa simile a Saturno e un’orbita vicina alla sua stella che ha come conseguenza un’elevata temperatura sulla sua superficie. Un team di ricercatori guidato da da Nikolay Nikolov dell’Università britannica di Exeter ha usato lo spettrografo FORS2 montato sul VLT dell’ESO per studiare WASP-96b scoprendo forti tracce di sodio, un’osservazione possibile solo in mancanza di nuvole nella sua atmosfera.