Astronomia / astrofisica

Il Grand Canyon e Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca sulle possibili precipitazioni avvenute sul pianeta Marte quand’era giovane. Ramses Ramirez e Robert Craddock, due scienziati che da anni stanno studiando la storia geologica e climatica del pianeta rosso, sostengono che circa 4 miliardi di anni fa il clima poteva essere caldo e semi-arido con fenomeni di precipitazioni.

Ganimede (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una nuova analisi di dati raccolti dalla sonda spaziale Galileo della NASA durante i suoi passaggi ravvicinati a Ganimede, una delle grandi lune di Giove. Glyn Collinson del Goddard Space Flight Center della NASA e alcuni colleghi hanno riesumato il software dell’epoca per processare i dati scoprendo nuove informazioni sul suo campo magnetico, in particolare sulle sue aurore e sui fenomeni di riconnessione magnetica.

L'area W43-MM1 (Immagine cortesia ESO/ALMA/F. Motte/T. Nony/F. Louvet/Nature Astronomy)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca su una regione di spazio a circa 18.000 anni luce dalla Terra in cui è in atto una notevole formazione stellare catalogata come W43-MM1. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiarla scoprendo che si sta formando una quantità di stelle massicce superiore a quello predetto dai modelli attuali.

La supernova SN 2001ig

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la rilevazione di una compagna della supernova di tipo IIb conosciuta come SN 2001ig. Un team di astronomi ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per scoprire il primo caso di sistema binario in cui una delle stelle è sopravvissuta quando la compagna è esplosa in una supernova. Le due stelle non erano solo vicine ma c’è stata un’interazione che ha avuto un’influenza sulla supernova.

Il protoammasso SPT2349-56 (Immagine ESO/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/Miller et al.)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno sulla rivista “Astrophysical Journal”, descrivono le osservazioni della fusione tra varie galassie di tipo starburst, caratterizzate da una notevole produzione di stelle. Due team, guidati rispettivamente da Tim Miller della Dalhousie University in Canada e della Yale University negli USA e Iván Oteo dell’Università scozzese di Edinburgo hanno usato i radiotelescopi ALMA e APEX per studiare questi eventi che sono molto antichi dato che sono avvenuti circa 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang.