Astronomia / astrofisica

2007 OR10 e la sua luna (Immagine NASA, ESA, C. Kiss (Konkoly Observatory), and J. Stansberry (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive la scoperta di una luna dell’oggetto transnettuniano 2007 OR10. Si tratta molto probabilmente di un pianeta nano ancora poco conosciuto perché al momento è distante dal Sole circa 87 volte la Terra. Un team di astronomi guidato da Csaba Kiss, del Konkoly Observatory di Budapest ha analizzato immagini dell’archivio del telescopio spaziale Hubble scovando due immagini della luna di 2007 OR10.

Immagine composita della Nebulosa del Granchio (Immagine NASA, ESA, G. Dubner (IAFE, CONICET-University of Buenos Aires) et al.; A. Loll et al.; T. Temim et al.; F. Seward et al.; VLA/NRAO/AUI/NSF; Chandra/CXC; Spitzer/JPL-Caltech; XMM-Newton/ESA; and Hubble/STScI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una nuova ricerca sulla nebulosa del Granchio basata su immagini che abbracciano un’ampia parte dello spettro elettromagnetico perché assemblate mettendo assieme immagini a lunghezze d’onda molto diverse. Questi resti di una supernova sono stati immortalati da ben cinque telescopi: il radiotelescopio VLA (onde radio) in rosso, i telescopi spaziali Spitzer (infrarossi) in giallo, Hubble (visibile) in verde, XMM-Newton (ultravioletti) in blu e Chandra (raggi X) in viola.

Rappresentazione artistica di di TRAPPIST-1 e dei suoi pianeti (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sulle orbite dei pianeti del sistema di TRAPPIST-1. L’annuncio da parte della NASA della rilevazione di 7 pianeti in quel sistema di cui almeno tre nell’area abitabile aveva suscitato entusiasmo ma i dati raccolti sembravano indicare un’instabilità nelle orbite di quei pianeti. Un team guidato da Dan Tamayo dell’Università di Toronto offre una spiegazione basata su una serie di risonanze orbitali che mantengono il sistema stabile.

Concetto artistico di HAT-P-26b osservato da Hubble e Spitzer (Immagine NASA/GSFC )

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sull’esopianeta HAT-P-26b, un nettuniano caldo, cioè un pianeta con dimensioni simili a quelle di Nettuno che orbita vicino alla propria stella HAT-P-26. Un team di ricercatori del Goddard Space Flight Center della NASA e dell’Università britannica di Exeter ha usato i telescopi spaziali Hubble e Spitzer per scoprire quella che viene chiamata un’atmosfera primitiva per HAT-P-26b nonostante la sua stella sia vecchia.

La diversa attività di un buco nero supermassiccio in una situazione normale e verso la fine di una fusione galattica (Immagine National Astronomical Observatory of Japan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive gli effetti che una fusione tra due galassie può avere su un buco nero supermassiccio al centro di una galassia coinvolta in quel processo. Un team di ricercatori guidati da Claudio Ricci ha usato in particolare il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per studiare come negli ultimi stadi della fusione galattica molti gas e polveri ricadano verso un buco nero avvolgendolo e generando un nucleo galattico attivo.