Astronomia / astrofisica

Disco protoplanetario con la trappola di polvere indicata come un anello brillante (Immagine Jean-Francois Gonzalez)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca che offre una spiegazione a uno degli ultimi misteri esistenti riguardo alla formazione dei pianeti. Un team internazionale di ricercatori ha condotto una serie di simulazioni che mostrano che nel disco protoplanetario che ruota attorno a una giovane stella si formano trappole di polvere che accelerano l’aggregazione di frammenti delle dimensioni di sassi nei blocchi da cui nascono i pianeti.

Un flusso di lava solidificata sul bordo di un cratere nella regione vulcanica di Elysium (Foto NASA HiRISE image, David Susko, LSU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive una ricerca su Elysium Planitia, una regione vulcanica vicina all’equatore di Marte. Un team di ricercatori della Louisiana State University guidati da David Susko hanno usato dati raccolti dalle sonde spaziali Mars Global Surveyor (MGS), Mars Odyssey Orbiter e Mars Reconnaissance Orbiter per studiare il mantello marziano trovando alcune similitudini con quello terrestre e tracce di attività vulcanica recente.

La supernova SN 1987A al centro (Immagine NASA, ESA, R. Kirshner (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics and Gordon and Betty Moore Foundation), and M. Mutchler and R. Avila (STScI))

Nei giorni scorsi sull’isola di La Réunion è stato tenuto un meeting per celebrare il 30° anniversario dell’avvistamento della supernova 1987A (SN 1987A), la più luminosa degli ultimi quattro secoli e per questo motivo un evento storico per l’astronomia moderna. Per queste celebrazioni gli scienziati dei telescopi spaziali Hubble e Chandra hanno scelto un’animazione derivata dal modello di un team di astrofisici dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo guidato da Salvatore Orlando.

Concetto artistico dei pianeti del sistema TRAPPIST-1 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha tenuto una conferenza stampa per comunicare nuovi risultati nelle ricerche sul sistema della stella TRAPPIST-1. Questi risultati sono stato anche descritti in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”. Utilizzando dati raccolti dal telescopio Spitzer della NASA, un team di ricercatori guidato da Michaël Gillon dell’Istituto di ricerca Space sciences ha confermato l’esistenza di ben 7 pianeti in questo sistema, tutti rocciosi. Potenzialmente, almeno in qualche regione di tutti quei pianeti potrebbe esserci acqua liquida.

L'ammasso galattico RX J1347.5-1145 (immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/T. Kitayama (Toho University, Japan)/ESA/Hubble & NASA)

Il radiotelescopio ALMA è stato utilizzato per la prima volta per misurare l’Effetto Sunyaev-Zel’dovich termico puntandolo sull’ammasso galattico RX J1347.5-1145, distante circa 5 miliardi di anni luce dalla Terra. Quest’effetto è dovuto ai fotoni della radiazioni cosmica di fondo che interagiscono con elettroni ad alte energie a causa della loro temperatura. Si tratta di misurazioni utili a ottenere informazioni sulla posizione e distribuzione di densi ammassi galattici come quello studiato in questo caso.