Astronomia / astrofisica

Simulazione della collisione tra due oggetti e della nascita di una luna (Immagine cortesia Lawrence Livermore National Laboratory)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulla possibile formazione di grandi lune in seguito alla collisione di due pianeti. Megan Bruk Syal and Amy Barr del Lawrence Livermore National Laboratory hanno condotto una serie di simulazioni per capire quali fattore influenzano la nascita di grosse lune. Questo studio offre nuove speranze nella ricerca di esolune in orbita attorno a esopianeti studiati con il telescopio spaziale Kepler della NASA.

L'area del del cratere Ernutet. In rosa i composti organici (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/ASI/INAF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la rilevazione di materiali organici sul pianeta nano Cerere. Un team di ricercatori coordinato da Maria Cristina De Sanctis dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ha usato i dati raccolti dallo spettrometro VIR della sonda spaziale Dawn della NASA per individuare composti alifatici, una delle due classi di materiali organici.

La galassia nel cuore dell'Ammasso della Fenice con i getti in direzioni opposte (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO) H.Russell, et al.; NASA/ESA Hubble; NASA/CXC/MIT/M.McDonald et al.; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca che mostra un collegamento tra un buco nero supermassiccio e la galassia che lo ospita. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare una galassia nel cuore dell’Ammasso della Fenice la quale ha al suo centro un buco nero supermassiccio che emette getti di radiazioni elettromagnetiche che stanno stimolando la nascita di nuove stelle.

Polo nord di Mercurio. In rosso le aree in ombra, in giallo il ghiaccio (Immagine Altimeter Built at Goddard Helped Identify Ice on Mercury | NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive uno studio sul ghiaccio d’acqua esistente all’ombra di vari crateri del pianeta Mercurio che aveva lo scopo di stimarne la quantità, che potrebbe essere molto superiore a quella prevista con veri e propri ghiacciai spessi decine di metri. Le stime sono ancora approssimative e anche sull’origine di quell’acqua ci sono ancora varie ipotesi.

Nubi di Magellano (Immagine V Belokurov, D Erkal, A Mellinger)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive le prove raccolte dell’esistenza di un ponte di stelle tra le due Nubi di Magellano, le due galassie nane satelliti della Via Lattea. Un team internazionale guidato da astronomi dall’Università di Cambridge ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per stabilire che quel ponte non è composto solo di gas ma anche di stelle che sono vecchie e sono state strappate dalle loro galassie.