Astronomia / astrofisica

La galassia CGCG 396-2 (Immagine ESA/Hubble & NASA, W. Keel)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia CGCG 396-2, fuori dal normale grazie ai suoi tanti bracci. Si tratta di una galassia diventata oggetto di interesse da parte del progetto Galaxy Zoo, uno dei progetti astronomici che coinvolgono il pubblico, in questo caso per classificare galassie osservate da vari telescopi. CGCG 396-2 è stata selezionata per osservazioni mirate con Hubble, il cui strumento ACS ha permesso di esaminare i bracci che hanno una configurazione fuori dal normale perché c’è una fusione galattica in atto e di conseguenza una forma inusuale che sta cambiando nel tempo.

La galassia nana ultra-debole Pegasus V

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta l’identificazione di una galassia nana ultra-debole che è stata chiamata Pegasus V vicina alla galassia di Andromeda. Un team di ricercatori ha condotto osservazioni mirate in seguito alla scoperta fatta da un astrofilo e, usando lo strumento GMOS montato sul telescopio Gemini Nord alle Hawaii ha potuto confermare l’esistenza di una galassia nana ultra-debole, piccola e con una luminosità molto limitata. Un risultato interessante delle osservazioni è la presenza molto limitata di elementi più pesanti di idrogeno ed elio, una scoperta che ha portato a concludere che si tratti di una sorta di fossile di una galassia primordiale.

Confronto artistico tra la Terra e l'esopianeta TOI-1807 b (Immagine Nardiello/NASA – Eyes-on-exoplanets)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio dell’esopianeta TOI-1807 b, un pianeta roccioso scoperto nel 2020 grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Un team di ricercatori guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Università degli studi di Padova ha usato lo spettrografo HARPS-N installato sul Telescopio Nazionale Galileo (TNG) alle Canarie per condurre esami mirati di TOI-1807 b. La conclusione è che si tratta di un esopianeta un po’ più grande della Terra ma la principale peculiarità è che si tratta del più giovane del tipo con un periodo orbitale ultra-breve dato che ha un’età stimata a circa 300 milioni di anni e il suo anno dura circa 13 ore.

Sulla sinistra la galassia NGC 1309 e sulla destra una serie di immagini dell'area dove è avvenuta la supernova SN 2012Z catturate nel corso degli anni

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio delle conseguenze della supernova catalogata come SN 2012Z, considerata del tipo Iax che significa che si tratta dell’esplosione di una nana bianca. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Hubble per studiarne i resti scoprendo che la stella è sopravvissuta alla supernova ed è perfino più brillante di prima. Una possibilità è che l’esplosione sia stata troppo debole per spargere i resti della nana bianca nello spazio interstellare con la conseguenza che essi hanno cominciato a riaggregarsi.

Uno dei sistemi stellari nell'ammasso della Vergine visto dal telescopio spaziale Hubble (Immagine cortesia Michael Jones)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione alla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di sistemi di stelle che sono perfino più piccoli di una galassia nana e sono isolati da qualsiasi normale galassia. Un team di ricercatori ha esaminato un catalogo di nubi di gas trovate in un’indagine precedente alla ricerca di nuove galassie scoprendo piccoli gruppi che contengono soprattutto giovani stelle blu sparse in modo irregolare all’interno dell’ammasso galattico della Vergine. Si tratta di casi analoghi a quello catalogato come SECCO 1, scoperto sempre nell’ammasso della Vergine e riportato in un articolo pubblicato nel febbraio 2018 sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”. La scoperta di altri gruppi di quel tipo potrà aiutare a capirne l’origine.