Sonde spaziali

Blog che parlano di sonde spaziali: lanci e operazioni.

I campioni raccolti dalla sonda spaziale Hayabusa 2 in due occasioni diverse dal primo e dal secondo sito selezionati sull'asteroide Ryugu.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta delle cinque basi azotate che formano DNA e RNA, adenina, guanina, citosina, timina e uracile, in campioni riportati sulla Terra dall’asteroide Ryugu. Un team di ricercatori ha analizzato due dei campioni prelevati dalla sonda spaziale Hayabusa 2 dell’agenzia spaziale JAXA nel corso della sua missione. Le cinque basi azotate sono state trovate in entrambi i campioni. Poco più di un anno fa, era stata annunciata la rilevazione delle cinque basi azotate in campioni riportati dall’asteroide Bennu dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA. Si tratta di una nuova conferma della presenza di mattoni della vita negli asteroidi ed è possibile che essi abbiano seminato la Terra primordiale.

Le sonde gemelle ESCAPADE decollano su un razzo vettore New Glenn (Immagine cortesia Blue Origin)

Poche ore fa le sonde gemelle ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers) della NASA sono state lanciate su un razzo vettore New Glenn di Blue Origin, che ha compiuto la sua missione chiamata NG-2. Un obiettivo per Blue Origin consisteva nell’atterraggio del primo stadio, che è riuscito perfettamente poco più di 9 minuti dopo il lancio. Dopo circa 33 minuti, le sonde, chiamate Blue e Gold, si sono regolarmente separate dal secondo stadio del razzo e hanno cominciato un lungo viaggio che le porterà fino a Marte per studiarne la magnetosfera e l’impatto del Sole sul pianeta rosso.

L'onda cosmica in rosso e blu, con le stelle sopra il disco galattico in rosso e quelle sotto il disco in blu

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta i risultati di uno studio che offre prove che una sorta di onda cosmica gigante attraversa la Via Lattea propagandosi dal centro verso l’esterno del disco galattico rendendola grinzosa. Una team di ricercatori guidato da Eloisa Poggio dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per mappare i moti di migliaia di giovani stelle giganti e Cefeidi nelle grinze ricostruendo l’onda che le genera. La causa potrebbe essere nelle conseguenze di un’antica collisione con una galassia nana ma serviranno altri studi mirati per valutare questa e altre possibili spiegazioni.

Le sonde spaziali Carruthers Geocorona Observatory, IMAP (Interstellar Mapping and Acceleration Probe) e Space Weather Follow On-Lagrange 1 (SWFO-L1) al decollo su un razzo Falcon 9 (Immagine NASA+)

Poco fa tre sonde spaziali sono partite su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center. Dopo circa un’ora e 23 minuti, nel giro di circa 13 minuti si sono separate con successo dall’ultimo stadio del razzo e si sono immesse sulla loro rotta che le porterà nell’area chiamata L1 (Lagrange 1), a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove cominceranno la loro attività scientifica legata allo studio di vari aspetti del tempo meteorologico spaziale.

Arcadia Planitia su Marte

L’ESA ha pubblicato una foto della regione di Arcadia Planitia su Marte catturata dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express. Si tratta di una regione interessante dal punto di vista geologico perché è a nordovest dai grandi vulcani di Tharsis, i più grandi dell’intero sistema solare, e le tracce di antiche colate di lava sono ancora visibili. Potrebbe risultare importante per l’esplorazione del pianeta rosso se arrivassero conferme della presenza di acqua ghiacciata proprio sotto la superficie.