Sonde spaziali

Il polo nord di Giove con otto cicloni che circondano un ciclone centrale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Physics” descrive similitudini tra i cicloni presenti ai poli del pianeta Giove e i vortici esistenti negli oceani terrestri. Un team di ricercatori che ne include alcuni dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha usato immagini catturate dalla sonda spaziale Juno della NASA dei cicloni gioviani per studiarli, confrontarli con analoghi fenomeni oceanici e descriverli applicando la fluidodinamica geofisica. La conclusione è che anche i cicloni gioviani sono prodotti e continuano la loro esistenza grazie a fenomeni di convezione che portano masse di gas caldo a salire verso l’alto per poi raffreddarsi e scendere nuovamente negli strati più profondi dell’atmosfera gioviana.

Le Valles Marineris (Immagine ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum), CC BY-SA 3.0 IGO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” riporta l’individuazione di tracce di acqua nel sottosuolo delle Valles Marineris, il più grande sistema di canyon sul pianeta Marte. Un team di ricercatori ha usato i dati raccolti dallo strumento FREND della sonda spaziale TGO del programma ExoMars di ESA e Roscosmos per mappare l’idrogeno, generalmente legato all’ossigeno in molecole d’acqua, nello strato superficiale del terreno. L’area caratterizzata dalla presenza d’acqua ha dimensioni vicine a quelle dell’Olanda e parte di essa è situata nelle valli di Candor Chasma, nella parte settentrionale delle Valles Marineris. Ciò segna la scoperta di acqua nelle regioni equatoriali di Marte, dove si riteneva che le temperature non fossero abbastanza basse da impedire la sublimazione dell’acqua così vicina alla superficie.

Pennacchi coronali

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” riporta il passaggio della Parker Solar Probe della NASA attraverso l’atmosfera del Sole, sotto quella che viene chiamata superficie critica di Alfvén. La NASA ha annunciato questo successo, il primo per un veicolo artificiale, al meeting annuale della “American Geophysical Union”. Si tratta di una pietra miliare non solo per la missione di questa sonda spaziale ma per lo studio del Sole in generale. In particolare, la Parker Solar Probe è passata attraverso quella che è conosciuta come corona, la parte superiore dell’atmosfera, raccogliendone campioni e misurando i campi magnetici. Le informazioni raccolte direttamente dal plasma solare aiuterà a capire meglio i processi in atto nella stella che, tra le altre cose, supporta la vita sulla Terra e influenza l’ambiente sulla Terra e sugli altri oggetti del sistema solare.

Giove visto a infrarossi e luce visibile

Vari articoli pubblicati sulle riviste “Science”, “Journal of Geophysical Research: Planets” e “Geophysical Research Letters” riportano vari risultati delle ricerche condotte sull’atmosfera del pianeta Giove. Vari team di ricercatori hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA per ottenere vari risultati. Per la prima volta è stato possibile creare una ricostruzione tridimensionale dell’atmosfera gioviana che offre una migliore comprensione del funzionamento delle bande che avvolgono il pianeta e sono conosciute come cinture e zone, dei cicloni polari e della Grande Macchia Rossa.

La sonda spaziale Lucy lanciata su un razzo vettore Atlas V (Immagine NASA TV)

Poco fa la missione Lucy della NASA è partita su un razzo vettore Atlas V 401 da Cape Canaveral. Quasi 58 minuti dopo il lancio, la sonda spaziale si è separata regolarmente dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla traiettoria che dovrebbe dirigerla verso l’orbita di Giove, dove ci sono i cosiddetti asteroidi troiani di Giove. Lì, Lucy inizierà una serie di passaggi ravvicinati in una missione della durata prevista di circa 12 anni.