Sonde spaziali

Proxima Centauri vista dalla Terra e dalla sonda spaziale New Horizons

La NASA ha pubblicato immagini ottenute dalla sua sonda spaziale New Horizons nel corso dell’esperimento della parallasse interstellare condotto tra il 22 e 23 aprile 2020. La macchina fotografica LORRI è stata puntata verso Proxima Centauri e Wolf 359, due delle stelle più vicine al sistema solare, ottenendo immagini che mostrano come appaiano in posti diversi da quelli in cui le vediamo dalla Terra. Si tratta di un’applicazione del fenomeno della parallasse con l’apparente spostamento delle due stelle causato dal fatto che New Horizons è a circa 7 miliardi di chilometri dalla Terra. La combinazione delle immagini catturate da New Horizons e da uno strumento sulla Terra mostra l’effetto della parallasse, che nel futuro potrebbe aiutare gli strumenti di navigazione interstellare come i marinai hanno usato le posizioni delle stelle per navigare nei mari della Terra.

Sgretolamenti e fratture lineari in rocce sull'asteroide Bennu

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta le prove di fratture termiche sull’asteroide Bennu causate dall’escursione termica tra giorno e notte. Un team di ricercatori guidato da Jamie Molaro del Planetary Science Institute di Tucson, in Arizona, ha esaminato immagini della superficie di Bennu catturate dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA trovando esempi di questo fenomeno chiamato tecnicamente termoclastismo. Si tratta della prima rilevazione di questo fenomeno su un oggetto privo di atmosfera e ciò offre nuove informazioni per capire l’evoluzione di Bennu e in generale degli asteroidi nel corso del tempo. Ciò comprende il progressivo sgretolamento delle rocce attraverso il particolare effetto del termoclastismo chiamato esfoliazione.

Ascuris Planum visto da Mars Express

L’ESA ha pubbicato fotografie dell’altopiano chiamato Ascuris Planum sul pianeta Marte catturate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Il panorama è pieno di fratture, profonde cicatrici generate da forze tettoniche intense e prolungate che hanno agito sul pianeta rosso per centinaia di milioni di anni. Quelle fratture costituiscono i prolungamenti delle depressioni esistenti nell’area chiamata Tempe Fossae, nella regione chiamata Tempe Terra, a nord-est della vasta regione di Tharsis, dove anticamente vulcani attivi generavano enormi stress nella crosta marziana e di conseguenza le fosse e i pilastri tettonici oggi visibili.

L'esagono di Saturno con i suoi strati

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta uno studio sulla stratificazione della struttura esagonale del gigantesco uragano che occupa polo nord del pianeta Saturno. Un team di ricercatori guidato dal professor Agustín Sánchez-Lavega dell’Università dei Paesi Baschi ha usato dati rilevati dalla sonda spaziale Cassini e dal telescopio spaziale Hubble per capire che si tratta di un sistema composto di almeno sette strati di foschia con un’estensione di oltre 300 chilometri. Lo studio ha anche permesso di scoprire che quegli strati contengono particelle microscopiche ghiacciate composte da idrocarburi come acetilene, propano, propino, diacetilene e butano.

Grafico delle osservazioni combinate di Giove

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Supplement Series” riporta i risultati di una serie di osservazioni combinate del pianeta Giove. Un team di ricercatori guidato da Michael Wong dell’Università della California a Berkeley ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble, dall’Osservatorio Gemini alle Hawaii e dalla sonda spaziale Juno della NASA per ottenere un quadro più ampio di vari fenomeni in atto nell’atmosfera di Giove. Le tempeste includono la Grande Macchia Rossa, che le osservazioni combinate aiutano a capire meglio.