Sonde spaziali

Cerealia Facula nel cratere Occator

Il gruppo Nature ha dedicato un numero speciale al pianeta nano Cerere con una serie di articoli pubblicati sulle sue riviste. Vari team di ricercatori hanno studiato diversi aspetti della geologia di Cerere con particolare attenzione alla presenza d’acqua e di cloruro di sodio idrato, in parole povere sale da cucina mescolato ad acqua. Ci sono conferme della presenza nel passato di un oceano sotterraneo di cui una forte presenza di sali abbassava notevolmente il punto di congelamento. I sali presenti nelle celebri macchie bianche come quella del cratere Occator sono tra i resti di quell’oceano: si tratta soprattutto di carbonato di sodio e cloruro di ammonio ma c’è anche cloruro di sodio.

Nubi di Giove viste da Juno (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill © CC BY)

Tre articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e due pubblicati sulla rivista “Geophysical Research: Planets”, riportano vari aspetti di una ricerca sulle nubi del pianeta Giove. Tre team di ricercatori con vari membri in comune, coordinati dal Laboratoire Lagrange del CNRS francese e dal JPL della NASA hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale Juno per analizzare vari aspetti del ruolo dell’acqua nelle violente tempeste presenti nell’atmosfera gioviana. Fulmini hanno origine in una soluzione di acqua e ammoniaca, sostanze che possono formare una sorta di chicchi di grandine, soprannominati funghi (mushball) da parte dei ricercatori, che hanno un ruolo chiave nelle dinamiche atmosferiche di questo pianeta gassoso.

La missione Tianwen-1 al lancio su un razzo Long March 5 (Foto cortesia Xinhua/Cai Yang)

Poche ore fa la missione cinese Tianwen-1 è partita su un razzo vettore Long March 5 dal centro di Wenchang in Cina. Circa 36 minuti dopo il lancio, la navicella si è separata regolarmente dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla traiettoria che dovrebbe portarla nell’orbita del pianeta Marte nel febbraio 2021. Lì un lander e un rover si separeranno dalla sonda spaziale che rimarrà in orbita e atterreranno sul pianeta rosso.

La sonda spaziale Hope al decollo su un razzo vettore H-IIA (Immagine cortesia MHI / JAXA)

Poche ore fa la sonda spaziale araba Hope, o Al Amal, è partita su un razzo vettore H-IIA dal centro spaziale di Tanegashima in Giappone. Circa un’ora dopo il lancio, Hope si è separata regolarmente dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla traiettoria che dovrebbe portarla nell’orbita del pianeta Marte nel febbraio 2021. C’è stato qualche minuto di ritardo nella comunicazione del dispiegamento dei pannelli solari e ciò ha causato preoccupazione al centro controllo missione al Mohammed bin Rashid Space Centre ma alla fine tutto è andato bene.

Il Sole e i suio falò visti da Solar Orbiter

ESA e NASA hanno pubblicato immagini catturate dalla sonda spaziale Solar Orbiter durante il suo primo passaggio ravvicinato al Sole. In questo caso, ravvicinato vuol dire a una distanza di circa 77 milioni di chilometri, una manovra durante la quale aveva tutti i suoi strumenti attivi dato che sono stati tutti testati nonostante i problemi derivati dalla pandemia Covid-19 con le difficoltà per ingegneri e scienziati della missione. Tra le prime immagini ci sono quelle dei cosiddetti falò, eruzioni piccole per gli standard solari ma sono più vaste dell’Italia.