Telescopi

Concetto artistico di pioggia di ferro sull'esopianeta WASP-76b (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sulle condizioni esistenti sull’esopianeta WASP-76b, un gioviano ultracaldo dove sul lato illuminato dalla sua stella fa talmente caldo che i metalli vaporizzano per poi condensarsi sul lato buio, dove piove ferro. Un team di ricercatori guidato da David Ehrenreich dell’Università di Ginevra, in Svizzera, che include ricercatori dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato lo strumento ESPRESSO montato sul VLT in Cile per studiare i processi in atto nell’atmosfera di WASP-76b con i venti che trasportano il vapore di ferro in giro per questo gigante gassoso.

Concetto artistico di due nane bianche che si scontrano (Immagine cortesia University of Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio su una nana bianca fuori dal normale catalogata come WD J055134.612+413531.09, abbreviato in WD J0551+4135. Un team di astronomi coordinato dall’Università britannica di Warwick ha esaminato le caratteristiche di questa nana bianca usando dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia e dell’ESA e dal Telescopio William Herschel concludendo che la particolare composizione chimica della sua atmosfera indica che si tratta del risultato della fusione di due nane bianche di massa media. WD J0551+4135 ha una massa leggermente superiore a quella del Sole, notevole per quel tipo di oggetto al punto da essere definita una nana bianca ultramassiccia. Se avesse una massa un po’ superiore probabilmente sarebbe esplosa in una supernova in seguito alla fusione.

Concetto artistico dell'esopianeta K2-18b (Immagine cortesia Amanda Smith)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sulle potenziali condizioni di abitabilità dell’esopianeta K2-18b. Un team dell’Università britannica di Cambridge guidato da Nikku Madhusudhan ha condotto una serie di simulazioni basate sui possibili valori di massa, dimensioni e dati sull’atmosfera disponibili su di esso per creare vari modelli compatibili con le osservazioni. Secondo le conclusioni, in certe condizioni sulla sua superficie potrebbe esserci acqua liquida.

La regione dell'esplosione nel superammasso di Ofiuco

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’osservazione di quella che è stata definita la più grande esplosione scoperta nell’universo dopo il Big Bang e causata dal buco nero supermassiccio nella galassia al centro del superammasso di Ofiuco. Un team di astronomi guidato da Simona Giacintucci del Naval Research Laboratory ha combinato osservazioni condotte ai raggi X con i telescopi spaziali XMM-Newton dell’ESA e Chandra della NASA con quelle allea frequenze radio condotte con i radiotelescopi Murchison Widefield Array (MWA) e Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) per mappare la cavità generata da quell’evento cataclismico, grande circa 15 volte la Via Lattea.

La Galassia Sombrero

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla Galassia Sombrero e in particolare sull’alone che ne circonda la calotta. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Hubble, trovando una sorprendente abbondanza di stelle ricche di elementi pesanti, e simulazioni al computer per cercare di capire l’origine di questa galassia difficile da catalogare perché è un ibrido tra la forma ellittica e quella a spirale. La conclusione è che la sua crescita è avvenuta dalla fusione di due o forse anche più galassie massicce in un processo caotico.