Telescopi

I grandi telescopi per studiare la cometa 46P/Wirtanen

Vari telescopi come il telescopio spaziale Hubble, il telescopio volante SOFIA e il radiotelescopio ALMA sono stati usati per esaminare la regione più interna della cometa 46P/Wirtanen, soprannominata la cometa di Natale perché nei giorni scorsi ha compiuto un passaggio ravvicinato alla Terra. Quest’espressione va considerata in senso lato dato che il 16 dicembre è arrivata fino a 11,6 milioni di chilometri di distanza. Ciò è stato sufficiente a ottenere informazioni interessanti come la rilevazione di molecole di acido cianidrico nel suo nucleo da parte di ALMA.

Concetto artistico di stella durante un violento brillamento (Immagine Casey Reed/NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la rilevazione di un potente brillamento stellare generato dalla giovanissima stella catalogata come NGTS J121939.5-355557 o più semplicemente come NGTS J1219-3555. Un team di astronomi ha usato l’array di telescopi Next-Generation Transit Survey (NGTS) in Cile per osservare un evento raro che potrebbe essere importante per la formazioni di esopianeti in un sistema ancora in fase di formazione.

L'ammasso galattico Abell S1063 (Immagine NASA, ESA, and M. Montes (University of New South Wales, Sydney, Australia))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive un nuovo metodo per rilevare e mappare la materia oscura esistente negli ammassi galattici con una precisione superiore rispetto a quelli finora utilizzati. Mireia Montes dell’Università del Nuovo Galles del Sud, in Australia, e Ignacio Trujillo dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie, in Spagna, hanno sfruttato la cosiddetta luce intracluster, la debole luce all’interno degli ammassi galattici prodotta dalla loro interazione, rilevata nel programma Hubble Frontier Fields, per mappare la distribuzione di materia oscura al loro interno.

2018 VG18, soprannominato Farout, è il corpo celeste più lontano dal Sole all'interno del sistema solare scoperto finora

Un team di astronomi ha annunciato la scoperta del corpo celeste più lontano dal Sole all’interno del sistema solare. Catalogato come 2018 VG18 e soprannominato Farout, è stato scoperto da astronomi specializzati nella ricerca di oggetti nella Fascia di Kuiper tra cui quello soprannominato The Goblin, annunciato nell’ottobre 2018. 2018 VG18 è molto più lontano, attualmente a una distanza dal Sole stimata attorno a 120 volte quella della Terra.

R Aquarii (Immagine ESO/Schmid et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una nuova osservazione del sistema binario R Aquarii, formato da una gigante rossa del tipo chiamato variabile Mira e da una nana bianca. Un team di ricercatori ha usato quella coppia di stelle come obiettivo per un test di un nuovo sottosistema dello strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO ottenendo l’immagine più chiara catturata finora delle turbolenze esistenti nel sistema a causa del fatto che la nana bianca sta strappando gas alla compagna, peggiorando la sua agonia.