Telescopi

IC 63 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra una nebulosa conosciuta come IC 63 e soprannominata la Nebulosa Fantasma o il Fantasma di Cassiopea per l’aspetto spettrale generato dalle trasparenze nei gas e polveri presenti al suo interno. Ha un aspetto adatto per i prossimi festeggiamenti di Halloween ma non durerà per sempre perché una stella chiamata Gamma Cassiopeiae sta lentamente spazzando via quel gas con le sue potenti emissioni.

NGC 2467 vista da FORS2 (Immagine ESO)

L’ESO ha pubblicato una fotografia della nebulosa NGC 2467, conosciuta anche come Nebulosa Teschio, scattata usando lo strumento FORS2 montato sul VLT in Cile. Si tratta di un’incubatrice stellare dato che contiene molto gas che sta ancora formando una serie di nuove stelle e di conseguenza vede una predominanza di stelle giovani, spesso massicce. La fotografia è stata scattata all’interno del programma Gemme Cosmiche dell’ESO, che ha anche uno scopo didattico.

Un nuovo studio della più giovane pulsar scoperta nella Via Lattea

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive lo studio di una pulsar catalogata come PSR J1846-0258 trovata tra i resti di una supernova chiamati Kes 75. Un team di ricercatori ha utilizzato informazioni raccolte con l’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA tra il 2000 e il 2016 per studiare le caratteristiche della pulsar. Hanno confermato che è la più giovane scoperta nella Via Lattea e potrebbe aiutare a capire meglio quel tipo di oggetti, anche perché hanno scoperto una pulsar wind nebula, una nube di gas attorno ad essa creata grazie a una rotazione e a un campo magnetico molto elevati.

Il proto-superammasso galattico Hyperion (Immagine ESO/L. Calçada & Olga Cucciati et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di un enorme proto-superammasso galattico con una massa vicina a quella delle più grandi strutture esistenti nell’universo recente. Un team guidato da Olga Cucciati dell’INAF di Bologna l’ha scoperto grazie ai dati raccolti dal progetto VUDS (VIMOSUltra-Deep Survey) e l’ha chiamato Hyperion in onore del titano Iperione perché è davvero titanico. I ricercatori hanno stimato che questa struttura risalga a circa 2,3 miliardi di anni dopo il Big Bang, la più grande e massiccia scoperta risalente a un’epoca così remota con una massa stimata a oltre un milione di miliardi di volte quella del Sole.

Un lampo gamma del 2015 mostra molte similitudini con una fusione di stelle di neutroni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive un’analisi del lampo gamma catalogato come GRB150101B. Un team di ricercatori guidato da Eleonora Troja della NASA che include anche Luigi Piro dell’INAF di Roma ha mostrato le similitudini tra questo lampo gamma e i segnali elettromagnetici emessi dall’evento catalogato come GW170817, la fusione di stelle di neutroni rilevata sia alle onde elettromagnetiche che alle onde gravitazionali. Un anno dopo il sensazionale annuncio di quell’evento, gli autori di questa nuova ricerca ritengono di averne scoperto un altro analogo.