Telescopi

concetto artistico del sistema di CI Tauri e dei suoi pianeti (Immagine cortesia Amanda Smith, Institute of Astronomy)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta di quattro pianeti giganti gassosi che orbitano attorno alla giovanissima stella CI Tauri. Un team di ricercatori coordinati dall’Università britannica di Cambridge ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare quel sistema stellare in cui era già stato scoperto uno dei quattro pianeti, un gioviano caldo che era il primo della sua categoria a essere scoperto in un sistema molto giovane. C’è ancora un disco protoplanetario che ha rivelato varchi in corrispondenza degli altri pianeti, molto più lontani di quello già conosciuto.

Alcune antenne dell'ASKAP con la Via Lattea sullo sfondo (Immagine cortesia Alex Cherney/CSIRO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di un’indagine sui lampi radio veloci (in inglese Fast Radio Bursts, FRB), intense emissioni radio provenienti da altre galassie. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio Australia Square Kilometre Array Pathfinder (ASKAP) per cercare lampi radio veloci scoprendone 20 in un anno, quasi raddoppiano il numero rilevato in precedenza. La loro analisi suggerisce che le loro caratteristiche subiscano un’evoluzione nel corso del tempo.

Una strana supernova fioca e veloce

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive lo studio di una supernova catalogata come iPTF 14gqr che ha avuto una durata molto breve emettendo una luce relativamente fioca ed espellendo una quantità limitata di materiali. Un team di ricercatori ha studiato questa supernova fuori dal normale usando osservazioni dell’Osservatorio di Palomar e di altri telescopi concludendo che probabilmente la colpa è di una compagna, una stella di neutroni che ha attirato molti strati della stella morente limitandone l’esplosione. La supernova ha probabilmente prodotto un’altra stella di neutroni formando un sistema binario di cui in un futuro lontano potremmo vedere la fusione.

CK Vulpeculae vista da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/S. P. S. Eyres)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca su CK Vulpeculae (CK Vul), una nova ben documentata tra il 1670 e 1672 che ha lasciato una nebulosa bipolare. Un team di ricercatori guidato da Stewart Eyres, della University of South Wales ha usato il radiotelescopio ALMA per analizzare i resti di quell’esplosione concludendo che è stata provocata dalla collisione tra una nana bianca e una nana bruna, la prima nova anomala di questo tipo identificata.

Concetto artistico del pianeta Kepler-1625b con la sua luna e la sua stella sullo sfondo (Immagine NASA, ESA, and L. Hustak (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” presenta gli indizi dell’esistenza di un’esoluna, una luna attorno a un pianeta di un altro sistema solare, chiamata Kepler-1625b-I. David Kipping e Alex Teachey della Columbia University hanno usato osservazioni dei telescopi spaziali Kepler e Hubble per esaminare le tracce lasciate dal passaggio dell’esopianeta Kepler-1625b di fronte alla sua stella, simile al Sole. I primi indizi della scoperta della candidata esoluna erano stati rivelati nel luglio 2017, successivamente le osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble hanno fornito nuove conferme.