Telescopi

Da sinistra l'ammasso globulare Omega Centauri, la sua area centrale e l'area in cui probabilmente è situato il buco nero di massa intermedia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta prove che l’ammasso globulare Omega Centauri contiene un buco nero di massa intermedia. Un team di ricercatori guidato da Maximilian Häberle del Max Planck Institute for Astronomy (MPIA) di Heidelberg, in Germania, che include Mattia Libralato dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato due decenni di osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per trovare quelle prove. L’hanno fatto tracciando l’orbita di sette stelle al centro di Omega Centauri che sono in rapido movimento a causa di un oggetto con una massa che è almeno 8.200 volte quella del Sole. Ciò conferma anche l’ipotesi che quest’ammasso stellare sia ciò che rimane di una galassia nana assorbita dalla Via Lattea.

Il quasar catalogato come RX J1131-1231, o semplicemente RX J1131 (Immagine ESA/Webb, NASA & CSA, A. Nierenberg)

Una nuova immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb ritrae il quasar catalogato come RX J1131-1231, o semplicemente RX J1131. Distante circa sei miliardi di anni luce dalla Terra, è visibile in tre copie diverse, riconoscibili nella parte superiore dell’anello luminoso al centro dell’immagine, a causa di un effetto di lente gravitazionale generato da una galassia tra di esso e la Terra. In particolare, lo strumento MIRI (Mid-Infrared Instrument) è stato usato per osservare RX J1131 con diversi filtri nell’infrarosso medio all’interno di un programma di osservazione che studia la materia oscura.

La protostella che si sta formando all'interno della nube molecolare L1527 osservata dallo strumento MIRI del telescopio spaziale James Webb

Una nuova immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb rivela nuovi dettagli di una protostella che si sta formando all’interno della nube molecolare catalogata come L1527. Lo strumento MIRI ha offerto nuove informazioni sui processi in atto che stanno portando alla nascita di una nuova stella. Un disco di accrescimento è a malapena visibile di taglio ed è importante perché la protostella sta ancora assorbendo materiali da esso e in futuro pianeti potrebbero formarsi al suo interno. Durante la sua formazione, la protostella emette getti di gas che si scontrano con i resti della nube circostante generando le strutture che MIRI vede in un colore che è blu nell’immagine in alto (NASA, ESA, CSA, STScI) grazie alla presenza di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), composti comuni nello spazio.

Sulla sinistra il pianeta Giove visto dallo strumento Near-Infrared Camera (NIRCam) del telescopio spaziale James Webb e sulla destra la Grande Macchia Rossa osservata dallo strumento Near-InfraRed Spectrograph (NIRSpec)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’individuazione di strutture negli strati superiori dell’atmosfera del pianeta Giove sopra la Grande Macchia Rossa, l’iconica tempesta più grande della Terra. Un team di ricercatori guidato da Henrik Melin dell’università britannica di Leicester ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per ottenere nuovi dettagli di quell’area. La sorpresa è arrivata dall’individuazione di strutture intricate che includono archi oscuri e macchie luminose nell’area osservata.

La Nebulosa Serpente osservata dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la prima rilevazione di getti bipolari allineati emessi da protostelle nella Nebulosa Serpente. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per ottenere i dettagli necessari a individuare questi getti. Tipicamente essi hanno diversi orientamenti all’interno di una regione di formazione stellare ma in questo caso sono allineati in modo quasi perfetto. Ciò suggerisce che la formazione stellare nella Nebulosa Serpente potrebbe essere in un momento unico della sua storia e fornire informazioni cruciali su questi processi.