Telescopi

La Nebulosa Laguna alle frequenze visibili (Immagine NASA, ESA, and STScI)

Il 24 aprile 1990 il telescopio spaziale Hubble venne lanciato sullo Space Shuttle Discovery e messo in orbita il giorno dopo. Per celebrare il 28° anniversario di quell’evento che rappresenta una pietra miliare nella storia dell’astronomia sono state pubblicate nuove fotografie mozzafiato della Nebulosa Laguna.

Distante circa 4.000 anni luce dalla Terra, la Nebulosa Laguna venne catalogata per la prima volta dall’astronomo Giovanni Battista Hodierna e successivamente inserita in altri cataloghi, tanto che è conosciuta con varie denominazioni tra cui Messier 8 o M8, NGC 6523, Sharpless 25, RCW 146 e Gum 72. In condizioni ottimali è visibile anche a occhio nudo perciò è oggetto di osservazioni anche da parte di astronomi dilettanti.

La galassia NGC 6240 (Immagine NASA, ESA, the Hubble Heritage (STScI/AURA)-ESA/Hubble Collaboration, and A. Evans (University of Virginia, Charlottesville/NRAO/Stony Brook University))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulle formazioni simili alle ali di una farfalla nella galassia NGC 6240. Un team di ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder ha combinato osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble, il VLT in Cile e l’Apache Point Observatory in New Mexico per studiare quella galassia concludendo che quelle formazioni particolari sono generate da diverse forze, in un caso da una coppia di buchi neri supermassicci.

Il telescopio spaziale TESS decolla su un razzo Falcon 9 (Foto SpaceX)

Poche ore fa il telescopio spaziale TESS della NASA è stato lanciato su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral. Dopo quasi cinquanta minuti si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immesso in un’orbita di trasferimento dove comincerà una serie di manovre che in circa due mesi lo porteranno all’orbita molto ellittica finale in cui inizierà la sua missione scientifica.

La ragnatela cosmica in due momenti

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la creazione di una mappa della rete di filamenti che collega la materia dell’universo. Un team di ricercatori ha analizzato i dati raccolti nel corso di precedenti indagini per trovare gli effetti gravitazionali che rivelano le forme di quei filamenti. Le piccole distorsioni gravitazionali suggeriscono che la loro lunghezza sia di centinaia di milioni di anni luce e che siano fatti di materia oscura.

Sistemi stellari osservati con SPHERE (Immagine ESO/H. Avenhaus et al./E. Sissa et al./DARTT-S and SHINE collaborations)

Due articoli, uno in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal” e uno su “Astronomy & Astrophysics”, descrivono due ricerche su una serie di sistemi stellari. Due team hanno utilizzato lo strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO in un caso per studiare i dischi di polvere e gas attorno a varie giovani stelle in sistemi in fase di formazione e nell’altro caso per studiare una coppia di dischi in un sistema con tre stelle.