Telescopi

Il sistema di Kepler-90 paragonato al sistema solare (Immagine NASA/Ames Research Center/Wendy Stenzel)

In una conferenza stampa è stata annunciata la prima scoperta di esopianeti effettuata grazie al motore di apprendimento automatico TensorFlow creato da Google. I ricercatori Christopher Shallue e Andrew Vanderburg hanno addestrato questo sistema per fargli riconoscere esopianeti nei dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA. I due esopianeti annunciati sono Kepler-90i e Kepler-80g ma è solo l’inizio per un nuovo modo per cercare esopianeti, soprattutto quelli più piccoli che lasciano tracce molto deboli.

V404 Cygni durante il periodo esplosivo (Immagine Andrew Beardmore (Univ. of Leicester) and NASA/Swift)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una misurazione precisa del campo magnetico della corona del buco nero V404 Cygni. Un team di ricercatori ha utilizzato i dati raccolti nel 2015 durante una violenta esplosione di energia legata all’emissione di getti dal buco nero rilevati a molte lunghezze d’onda usando vari telescopi spaziali e al suolo. Il risultato di questa misurazione è stato molto sorprendente, essendo circa 400 volte inferiore alle stime precedenti.

Il quasar J1342+0928 (Immagine cortesia Mpia / Venemans et al.)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”, descrivono aspetti diversi di una ricerca che ha portato alla scoperta del più antico buco nero supermassiccio conosciuto. Secondo una stima si è formato circa 690 milioni di anni dopo il Big Bang ed è difficile spiegare come abbia fatto a raggiungere una massa 800 milioni di volte quella del Sole. Etichettato come Ulas J134208.10+092838.61 o più semplicemente come J1342+0928, potrebbe essersi formato durante il cosiddetto periodo della reionizzazione.

Rappresentazione artistica del pianeta K2-18b con una densa atmosfera, la sua stella e il pianeta K2-18c sullo sfondo (Immagine cortesia Alex Boersma)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una ricerca sul sistema della stella K2-18. Un team di ricercatori ha usato lo strumento HARPS all’osservatorio La Silla dell’ESO in Cile per studiare l’esopianeta K2-18b, scoperto nel 2015, che potrebbe essere una versione di maggiori dimensioni della Terra. L’analisi dei dati ha portato alla scoperta di un secondo esopianeta, che è stato chiamato K2-18c, un po’ meno massiccio e più vicino alla sua stella perciò probabilmente troppo caldo per essere nell’area abitabile del suo sistema.

La regione del campo ultra-profondo di Hubble vista da MUSE (Immagine ESO/MUSE HUDF collaboration)

Una serie di 10 articoli che verranno pubblicati sulla rivista “Astronomy & astrophysics” descrive diversi aspetti dell’indagine spettroscopica più profonda di sempre effettuata con lo strumento MUSE installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile. Un team internazionale composto da molti ricercatori si è concentrato sul campo ultra-profondo (in inglese Hubble Ultra Deep Field, HUDF) del telescopio spaziale Hubble per misurare distanze e proprietà di 1.600 galassie molto fioche delle quali 72 non erano mai state rilevate prima.