Telescopi

Rappresentazione artistica della stella RZ Piscium circondata da masse di gas e polvere (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/CI Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sulla giovane stella RZ Piscium che offre una spiegazione alle strane variazioni della sua luminosità. Un team di astronomi ha usato rilevazioni effettuate con l’osservatorio spaziale XMM-Newton dell’ESA, il telescopio Shane presso il Lick Observatory in California e il telescopio Keck alle Hawaii concludendo che probabilmente RZ Piscium sta distruggendo almeno alcuni pianeti del suo sistema stellare o due pianeti ricchi di gas si sono scontrati.

La stella Pi1 Gruis osservata dallo strumento PIONIER

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la prima osservazione diretta della granulazione sulla superficie di una stella al di fuori del Sistema solare. Un team internazionale di Astronomi guidati da Clauda Paladini dell’ESO ha usato lo strumento PIONIER installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per effettuare quell’osservazione sulla stella Pi1 Gruis. È stato possibile osservare i granuli, celle convettive larghe attorno a 120 milioni di chilometri ciascuna, perché la polvere che di solito ostacola questi studi era lontana dalla stella.

Scenari possibili dopo la kilonova (Immagine NRAO/AUI/NSF: D. Berry)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulle conseguenze della fusione tra due stelle di neutroni osservata sia nell’emissione di onde elettromagnetiche che di onde gravitazionali. Un team di ricercatori guidato da Kunal Mooley del National Radio Astronomy Observatory (NRAO) statunitense ha usato il Very Large Array (VLA) assieme all’Australia Telescope Compact Array e al Giant Metrewave Radio Telescope in India per tre mesi a partire dall’inizio di settembre per rilevare le onde radio emesse dall’evento all’origine delle onde gravitazionali registrate il 17 agosto 2017 nell’evento chiamato GW170817.

Rappresentazione artistica di GJ 436b con la sua coda (Immagine cortesia Mark Garlick/University of Warwick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sul pianeta GJ 436b, la cui orbita attorno alla sua stella è risultata essere quasi polare invece che equatoriale. Un team di ricercatori guidato dell’Università di Ginevra (UNIGE) ha scoperto questa nuova strana caratteristica dell’orbita di quest’esopianeta, già noto perché la sua orbita è molto eccentrica e soprattutto perché ha un’enorme coda simile a quella di una cometa.

L’asteroide interstellare ‘Oumuamua visto dal William Herschel Telescope a La Palma (Immagine cortesia A. Fitzsimmons, QUB/Isaac Newton Group, La Palma)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive i risultati di un’analisi spettroscopica e di una modellazione termica dell’asteroide interstellare 1I/2017 U1 ‘Oumuamua. Un team di astronomi guidato dal Professor Alan Fitzsimmons e dalla dottoressa Michele Bannister della Scuola di matematica e fisica della Queen’s University Belfast ha concluso che, causa dell’esposizione ai raggi cosmici, sull’asteroide è avvenuta una stratificazione superficiale di materiali organici e isolante e potrebbe contenere ghiaccio.