Telescopi

Concetto artistico del pianeta LHS 1140b che sta per passare davanti alla sua stella (Immagine M. Weiss/CfA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di una super-Terra chiamata LHS 1140b. Un team guidato da Jason Dittmann dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) ha usato lo strumento HARPS installato sul telescopio di 3,6 metri dell’ESO a La Silla, in Cile, per studiare quell’esopianeta dopo averlo identificato con il telescopio MEarth-South situato ac Cerro Tololo Inter-American Observatory. La sua posizione nella zona abitabile del suo sistema solare lo rende particolarmente interessante.

Esempio di coppia di galassie unite da filamenti di materia oscura (Immagine cortesia S. Epps & M. Hudson / University of Waterloo)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sui filamenti di materia oscura che uniscono due galassie. Un team di astronomi guidato da Mike Hudson dell’Università di Waterloo in Canada ha sfruttato un effetto di lente gravitazionale debole per creare un’immagine che mostra anche se indirettamente una sorta di ponte di materia oscura che unisce due galassie.

2014 UZ224 / DeeDee visto da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive la ricerca che ha seguito la scoperta di un possibile pianeta nano chiamato 2014 UZ224 e soprannominato DeeDee (da Distant Dwarf, nano lontano). Un team guidato da David Gerdes dell’Università del Michigan ne aveva annunciato la scoperta nell’ottobre 2016 e ora grazie a un’ulteriore osservazione effettuata con il radiotelescopio ALMA ha valutato altre sue caratteristiche.

I pennacchi di Europa (Immagine NASA, ESA, W. Sparks (STScI), and the USGS Astrogeology Science Center)

Ieri la NASA ha tenuto una conferenza stampa per illustrare le ultime novità riguardanti gli studi di oceani alieni. L’attenzione è stata concentrata sui due oceani sotterranei più conosciuti, quello di Europa, un satellite di Giove, e quello di Encelado, un satellite di Saturno. Ci sono conferme dei pennacchi provenienti da Europa, descritti anche in un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”. È stata annunciata la presenza di idrogeno molecolare nell’oceano di Encelado, descritta anche in un articolo pubblicato sulla rivista “Science”.

L'esplosione nella Nube Molecolare di Orione 1 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), J. Bally/H. Drass et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulla nascita di un gruppo di stelle massicce nella Nube Molecolare di Orione 1 (in inglese Orion Molecular Cloud o semplicemente Omc-1). Un team di astronomi guidato da John Bally dell’Università del Colorado ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per vedere all’interno della nube e rilevare i detriti sparsi da quell’evento davvero caotico.