Telescopi

Vari pilastri della Nebulosa Carena (Immagine ESO/A. McLeod)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulle vaste strutture colonnari nella Nebulosa Carena. Un team guidato da Anna McLeod, studentessa di dottorato all’ESO, ha usato lo strumento MUSE installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per esaminare queste strutture che sono state soprannominate “pilastri della distruzione” per certe similitudini con i “Pilastri della Creazione” fotografati dal telescopio spaziale Hubble.

Il sistema L1448 IRS3B (Immagine Bill Saxton, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), NRAO/AUI/NSF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di un sistema triplo in fase di formazione. Un team internazionale di scienziati ha usato i radiotelescopi Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) e Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) per osservare il sistema chiamato L1448 IRS3B, dove un disco di polveri e gas si sta frammentando in un sistema stellare multiplo.

18 dei quasar studiati (Immagine ESO/Borisova et al.)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulle nubi di gas luminoso attorno ai quasar lontani. Un team internazionale di astronomi guidato da un gruppo dell’Istituto ETH (Istituto federale svizzero di tecnologia) di Zurigo, in Svizzera, ha utilizzato lo strumento MUSE montato sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per esaminare galassie molto lontane che sono attive, del tipo chiamato quasar, scoprendo che gli aloni di gas che le circondano sono più comuni del previsto.

La mappa globale prodotta dall'indagine HI4PI (Immagine cortesia Benjamin Winkel, Max Planck Institute, and the HI4PI collaboration.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la creazione di una mappa dell’idrogeno atomico neutro nella Via Lattea. Un team internazionale di scienziati ha messo assieme dati raccolti da due dei più grandi radiotelescopi movimentabili del mondo, quello da 100 metri del Max-Planck Institute in Germania e il Parkes da 64 metri del CSIRO in Australia.

La parte centrale della Via Lattea (Immagine ESO/VVV Survey/D. Minniti)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive la scoperta dei resti di un antico ammasso globulare nell’area centrale della Via Lattea. Un team di astronomi guidato da Dante Minniti (Universidad Andrés Bello, Santiago, Chile) e Rodrigo Contreras Ramos (Instituto Milenio de Astrofísica, Santiago, Chile) ha usato osservazioni dell’indagine “Variables in the Via Lactea with VISTA” (VVV) effettuate con il telescopio VISTA dell’ESO per scoprire antiche stelle di tipo RR Lyrae per la prima volta in quell’area.