Telescopi

L'orbita di 2014 UZ224 (Immagine cortesia JPL Horizons / Sky and Telescope)

David Gerdes, professore di astrofisica all’Università del Michigan, e vari colleghi associati con l’indagine DES (Dark Energy Survey) hanno scoperto un nuovo pianeta nano che al momento ha una distanza di circa 14 miliardi di chilometri dal Sole. Chiamato per ora solo 2014 UZ224, è tra i corpi celesti più distanti scoperti nel sistema solare dopo il pianeta nano Eris e il possibile pianeta nano conosciuto come V774104 la cui scoperta è stata annunciata nel dicembre 2015.

Il sistema IRS 43 (Immagine cortesia Christian Brinch/NBI/KU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sul sistema IRS 43, che si è rivelato davvero fuori dal normale perché è formato da due giovanissime stelle ognuna delle quali è circondata da un disco di gas ma esse condividono un terzo disco molto più grande. Un team di scienziati del Niels Bohr Institute dell’Università di Copenhagen ha usato il radiotelescopio ALMA per scoprire questa conformazione mai vista prima.

La sequenza di interazioni tra V Hydrae e la sua compagna che causa l'espulsione di bolle di plasma (Immagine NASA, ESA, and A. Feild (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulle enormi bolle di plasma espulse dalla stella gigante rossa V Hydrae. Un team di astronomi guidato da Raghvendra Sahai del JPL della NASA ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per studiare questo fenomeno concludendo che quelle bolle di plasma provengono da un’altra stella, una compagna di V Hydrae che non riusciamo a vedere.

La nube molecolare IRAS 16061-5048C1 e in basso immagini da simulazioni al computer (Immagine cortesia Francesco Fontani/INAF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy&Astrophysics” descrive una ricerca su una nube molecolare chiamata IRAS 16061-5048C1. Un team guidato da Francesco Fontani dell’INAF di Arcetri ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per osservarne la frammentazione in grumi di materiali distribuiti lungo una sorta di filamento che potrebbero costituire gli embrioni di future stelle e probabilmente di sistemi solari.

I resti di supernova DEM L241 con la binaria gamma LMC P3 nel cerchio (Immagine X-ray: NASA/CXC/SAO/F. Seward et al; Optical: NOAO/CTIO/MCELS, DSS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophyisical Journal” descrive la scoperta della prima binaria gamma trovata fuori dalla Via Lattea, chiamata LMC P3. Un team di ricercatori guidato da Robin Corbet del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato il telescopio spaziale Fermi per scoprire questa coppia nella Grande Nube di Magellano formata da una stella gigante blu e da una compagna che potrebbe essere una stella di neutroni o un buco nero che interagiscono producendo emissioni cicliche di raggi gamma.