Telescopi

I resti di supernova Cassiopeia A

Un’immagine dei resti di supernova Cassiopeia A (NASA, ESA, CSA, STScI, Danny Milisavljevic (Purdue University), Ilse De Looze (UGent), Tea Temim (Princeton University)), o semplicemente Cas A, catturata dallo strumento NIRCam del telescopio spaziale James Webb mostra nuovi dettagli delle strutture presenti tra i materiali che circondano ciò che rimane della stella progenitrice. Nell’aprile 2023 erano state pubblicate immagini catturate da un altro strumento di Webb, MIRI, che ha mostrato dettagli diversi di Cassiopeia A. I motivi per cui certe strutture sono invisibili alla NIRCam sono anch’essi oggetto di studio.

L'area centrale della Via Lattea vista dal telescopio Subaru. Diverse stelle sono visibili in un'area larga circa 0,4 anni luce. La stella S0-6 è cerchiata in celeste mentre l'area dove c'è il buco nero supermassiccio Sagittarius A* è cerchiata in verde.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Japan Academy, Series B, Physical and Biological Sciences” riporta uno studio sulla stella catalogata come S0-6 che indica che si è formata in un’altra galassia e solo col tempo ha raggiunto il centro della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato da Shogo Nishiyama della Miyagi University of Education, in Giappone, ha studiato a partire dal 2014 varie stelle che oggi orbitano attorno a Sagittarius A*, o semplicemente Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea.

La galassia AzTECC71 (Immagine J. McKinney/M. Franco/C. Casey/The University of Texas at Austin)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su AzTECC71, quella che sembra proprio una galassia primordiale polverosa in cui è in atto una notevole formazione stellare. Un team di ricercatori della collaborazione COSMOS-Web guidato da Jed McKinney dell’Università del Texas a Austin ha osservato quella che sembrava una galassia fantasma con il telescopio spaziale James Webb. La peculiarità di questo studio è che AzTECC71 è stata individuata da alcuni telescopi al suolo ma non appariva al telescopio spaziale Hubble. Potrebbe trattarsi di un caso molto più comune di quanto si pensasse che richiede una sorta di acchiappafantasmi per essere trovato.

Il sistema di HH 1177

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’individuazione di un disco protoplanetario attorno alla giovanissima stella catalogata come HH 1177 nella Grande Nube di Magellano, una delle galassie nane satelliti della Via Lattea. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per osservare il disco in uno studio mirato che ha seguito osservazioni condotte con lo strumento MUSE montato sul VLT, che aveva permesso di vedere getti provenienti dalla stella ancora in fase di formazione. Si tratta della prima individuazione di un disco circumstellare in un’altra galassia. Quel tipo di struttura viene chiamata in gergo anche disco kepleriano perché obbedisce alle stesse leggi del movimento dei pianeti.

L'area Sagittarius C

Un’immagine catturata con il telescopio spaziale James Webb mostra un’area di formazione stellare catalogata come Sagittarius C distante solo 300 anni luce da Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Nel cuore della galassia, tra mezzo milione di stelle, c’è un ammasso di protostelle in mezzo a una nube talmente densa che le stelle dietro di esso vengono oscurate perfino al più potente telescopio esistente. Al contrario, le protostelle sono visibili allo strumento NIRCam in dettagli assieme a formazioni cosmiche che erano sconosciute e gli astronomi devono ancora identificare.