Telescopi

La stella R Leporis vista dal radiotelescopio ALMA

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di osservazioni della stella R Leporis condotte usando il radiotelescopio ALMA con i ricevitori alle loro frequenze più elevate e una configurazione dell’array di antenne sparse per un’area con un diametro di 16 chilometri. R Leporis, o semplicemente R Lep, è una cosiddetta stella al carbonio, una gigante rossa la cui atmosfera è particolarmente ricca di carbonio in una fase in cui normalmente l’ossigeno è in una quantità maggiore. Le osservazioni senza precedenti hanno permesso di rilevare dettagli di un maser naturale attorno a una stella che sta raggiungendo la fine della sua vita.

L'ammasso galattico Abell 2744 e nei riquadri le galassie UNCOVER z-13 e UNCOVER z-12

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta conferme di due galassie primordiali studiate all’interno dell’indagine UNCOVER. Un team di ricercatori ha esaminato rilevazioni spettroscopiche ottenute dallo strumento NIRSpec del telescopio spaziale James Webb per ottenere buone stime della distanza delle galassie UNCOVER z-13 e UNCOVER z-12. Si tratta di osservazioni mirate che hanno sfruttato la lente gravitazionale generata dall’ammasso galattico Abell 2744. Secondo le stime, UNCOVER z-13 è distante circa 13,51 miliardi di anni luce mentre UNCOVER z-12 è distante circa 13,48 miliardi di anni luce.

'ammasso galattico di Perseo (Immagine ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, image processing by J.-C. Cuillandre (CEA Paris-Saclay), G. Anselmi, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha presentato le prime immagini ufficiali catturate dal suo telescopio spaziale Euclid. Dopo alcuni ritardi dovuti a problemi al sensore di guida fine, è stato possibile calibrare gli strumenti di Euclid e ottenere la straordinaria precisione delle osservazioni necessaria alla sua missione. Il risultato è una risoluzione che porta a includere nelle immagini una quantità di dettagli mai vista prima, che si tratti di galassie, di stelle o altro ancora, spesso scoperti proprio da Euclid. La presentazione ha mostrato i risultati sia con oggetti lontani come l’ammasso galattico di Perseo che con altri vicini in termini astronomici come la Nebulosa Testa di Cavallo.

galassia UHZ1 vista dall'Osservatorio per i raggi X Chandra e dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy”, uno pubblicato su “The Astrophysical Journal Letters” e uno sottoposto per la pubblicazione su “The Astrophysical Journal” riportano diversi aspetti dello studio del più lontano buco nero rilevato ai raggi X. Diversi team di ricercatori hanno combinato i dati ottenuti con l’Osservatorio per i raggi X Chandra e il telescopio spaziale James Webb per studiare la galassia UHZ1 ai raggi X e agli infrarossi. Il risultato è la scoperta di un buco nero supermassiccio in fase di crescita circa 470 milioni di anni dopo il Big Bang. Lo studio offre prove che esso è nato avendo già una massa notevole, confermando che i buchi neri supermassicci crescono da semi che si formano dal collasso diretto di enormi quantità di gas.

Concetto artistico del sistema di Kepler-385 (Immagine NASA/Daniel Rutter)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Journal of Planetary Science” riporta aggiornamenti al catalogo dei candidati esopianeti scoperti con il telescopio spaziale Kepler della NASA che offre conferme della presenza di sette pianeti nel sistema della stella Kepler-385. Questo risultato è stato ottenuto applicando metodi di esame decisamente perfezionati rispetto al passato ottenendo nuovi risultati da vecchie osservazioni. Ciò include questo sistema tra i pochissimi con oltre sei pianeti verificati o almeno candidati e ciò lo rende particolarmente interessante. Tuttavia, tutti questi pianeti sono più vicini alla loro stella del confine interno dell’area abitabile di quel sistema e ricevono una notevole quantità di energia da essa. La conseguenza è che nessuno di essi può essere simile alla Terra.