Lander / Rover

Animazione del lander e del modulo di risalita della missione Chang'e-6 (Immagine cortesia Xinhua/Jin Liwang)

Era la prima mattina in Cina quando il lander e il modulo di risalita della missione cinese Chang’e-6 hanno completato con successo le loro manovre di allunaggio nell’area del bacino Polo Sud-Aitken. I vari moduli che compongono Chang’e-6 erano stati lanciati il 3 maggio e avevano raggiunto l’orbita lunare nei giorni scorsi. A quel punto era cominciata una serie di manovre per rendere l’orbita circolare, i moduli che dovevano allunare si sono separati e tutto è andato bene. In quell’area, le comunicazioni dirette con la Terra sono impossibili perciò i contatti sono stati mantenuti usando il satellite Queqiao-2 come ponte radio.

I veicoli della missione Chang'e 6 al decollo (Foto cortesia Xinhua/Guo Cheng)

Poche ore fa è stata lanciata con successo la missione Chang’e 6. Un razzo vettore Long March 5 è decollato dal centro spaziale di Wenchang e dopo circa 36 minuti un orbiter e un lander si sono separati dall’ultimo stadio del razzo per cominciare il loro viaggio verso la Luna. Lo scopo è di prelevare campioni del suolo lunare sulla faccia nascosta della Luna da riportare sulla Terra.

La missione Chang’e 6 è una sorta di evoluzione della precedente Chang’e 5, lanciata il 23 novembre 2020, la quale ha riportato campioni lunari sulla Terra il 16 dicembre 2020. La differenza fondamentale è che questa nuova missione prevede l’allunaggio di un lander nell’area del bacino Polo Sud-Aitken, sulla faccia nascosta della Luna. La scelta è dovuta al fatto che ci sono differenze geologiche tra le due facce della Luna.

Simulazione dell'allunaggio del lander Odysseus (Immagine cortesia Intuitive Machines / NASA TV)

Era passata da poco la mezzanotte in Italia quando il lander Nova-C Odysseus di Intuitive Machines ha tentato l’allunaggio nel cratere Malapert A. Si è trattato di una manovra autonoma che ha costituito il passo fondamentale della missione IM-1. Ci sono voluti circa 10 minuti per ricevere i primi deboli segnali da Odysseus ma sono stati preziosi per confermare l’avvenuto allunaggio. Al centro controllo missione di Intuitive Machines, è cominciato il lavoro per avere comunicazioni regolari che permettano di capire esattamente la situazione di Odysseus e di ricevere i dati raccolti, immagini comprese.

Il lander lunare Nova-C Odysseus decolla su un razzo Falcon 9 (Immagine NASA TV)

Poche ore fa il lander lunare Nova-C Odysseus è partito su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dal Kennedy Space Center nella missione IM-1 di Intuitive Machines. Dopo circa 48 minuti si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immesso sulla rotta che lo porterà verso la Luna, dove è previsto un tentativo di allunaggio il 22 febbraio.

Foto dell'area in cui il delta di un fiume entrava nel lago che esisteva nel cratere Jezero (Immagine NASA/JPL-Caltech/ASU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta nuove prove che il cratere Jezero su Marte era un lago quando il pianeta rosso era giovane e molto più simile alla Terra. Un team di ricercatori coordinati dalla UCLA (Università della California a Los Angeles) e dall’Università di Oslo ha usato dati raccolti dal radar RIMFAX (Radar Imager for Mars’ Subsurface Experiment) montato sul Mars Rover Perseverance della NASA sfruttandone la capacità di compiere rilevazioni sotterranee fino a una profondità di 20 metri.

Dati raccolti tra il 20 maggio e l’8 dicembre 2022 in un’area di contatto tra il fondo del cratere e il delta di un antichissimo fiume hanno permesso di mappare quella zona e di ricostruire la sequenza di erosioni e depositi di sedimenti. Le condizioni erano favorevoli allo sviluppo di forme di vita e potrebbero essercene ancora tracce nei campioni raccolti da Perseverance.