Una strana supernova fioca e veloce

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive lo studio di una supernova catalogata come iPTF 14gqr che ha avuto una durata molto breve emettendo una luce relativamente fioca ed espellendo una quantità limitata di materiali. Un team di ricercatori ha studiato questa supernova fuori dal normale usando osservazioni dell’Osservatorio di Palomar e di altri telescopi concludendo che probabilmente la colpa è di una compagna, una stella di neutroni che ha attirato molti strati della stella morente limitandone l’esplosione. La supernova ha probabilmente prodotto un’altra stella di neutroni formando un sistema binario di cui in un futuro lontano potremmo vedere la fusione.

La navicella spaziale Soyuz MS-10 al decollo (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Soyuz MS-10 è stata lanciata dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan con a bordo due nuovi membri dell’equipaggio da trasportare verso la Stazione Spaziale Internazionale. Purtroppo un problema con uno dei booster del razzo Soyuz ha costretto ad abortire il volo e a effettuare un atterragio di emergenza. I soccorsi partiti immediatamente sono entrati in contatto con l’equipaggio della navicella, che sta bene.

Saturno e Titano con l'atmosfera della luna nel riquadro (Immagine NASA Jet Propulsion Laboratory, Space Science Institute, Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive un possibile modo per le molecole conosciute come idrocarburi policiclici aromatici (IPA) di formarsi alle bassissime temperature esistenti su Titano, la grande luna di Saturno. Un team di ricercatori ha condotto esperimenti e simulazioni per capire come potessero formarsi certe molecole complesse negli strati della foschia nell’atmosfera di Titano quando in teoria richiedevano temperature molto superiori. Il risultato è la scoperta che la presenza di due gas può produrre quel tipo di molecole anche a bassissime temperature.

CK Vulpeculae vista da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/S. P. S. Eyres)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca su CK Vulpeculae (CK Vul), una nova ben documentata tra il 1670 e 1672 che ha lasciato una nebulosa bipolare. Un team di ricercatori guidato da Stewart Eyres, della University of South Wales ha usato il radiotelescopio ALMA per analizzare i resti di quell’esplosione concludendo che è stata provocata dalla collisione tra una nana bianca e una nana bruna, la prima nova anomala di questo tipo identificata.

In gergo tecnico con il termine rendezvous si intende la manovra di avvicinamento, spesso pericolosa e ad alto rischio tra due oggetti nello spazio. I due corpi in questione sono il più delle volte una navicella spaziale e una stazione orbitale. Il più delle volte, visto che nel Novembre del 2014 il lander Philae lanciato dalla sonda Rosetta è riuscito per la prima volta nella storia delle missioni spaziali ad avvinarsi e atterrare dopo una rischiosa manovra sulla cometa 67P/Churyumov Gerasimenko. Un rendezvous coronato dal successo come quello avvenuto nel Settembre del 2018 nel libro, allora da poco uscito in Italia, dello scrittore Arthur Clarke.