La Pulsar delle Vele al centro di una nebulosa con l'emissione di un getto di particelle (Immagine X-ray: NASA/CXC/Univ of Toronto/M.Durant et al; Optical: DSS/Davide De Martin)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta un’analisi dell’irregolarità nel periodo di rotazione, un fenomeno chiamato in gergo “glitch”, della Pulsar delle Vele. Un team di ricercatori guidato da Gregory Ashton della Monash University, in Australia, ha analizzato i dati raccolti dal Mount Pleasant Radio Observatory del glitch rilevato il 12 dicembre 2016. Probabilmente questo fenomeno è causato da interazioni interne nei materiali della pulsar perciò studiarlo può offrire informazioni sulla composizione interna e sui processi in atto in un oggetto estremo di questo tipo.

39 antenate delle galassie ellittiche massicce scoperte nell'universo primordiale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di 39 galassie nell’universo primordiale. Un team di ricercatori ha combinato dati di diversi telescopi per individuare un gruppo di galassie risalenti ai primi due miliardi di anni dopo il Big Bang che erano risultate invisibili a precedenti osservazioni nelle loro aree condotte a frequenze ottiche. Il loro studio potrebbe offrire nuove informazioni sull’evoluzione delle galassie, dei buchi neri supermassicci al loro centro e anche sulla distribuzione della materia oscura.

Scoperto un buco nero supermassiccio primordiale fortemente oscurato

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di un buco nero supermassiccio caratterizzato dal fatto di essere in una fase iniziale di crescita in cui è fortemente oscurato e di risalire a circa 850 milioni dopo il Big Bang, il più antico di quel tipo scoperto finora. Un team di ricercatori, inclusi alcuni dell’INAF – Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio di Bologna e del Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Bologna ha usato dati raccolti dall’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per compiere questo studio ma anche mettendo assieme altri dati raccolti dal radiotelescopio ALMA non è certo se quel buco nero corrisponda al quasar catalogato come PSO167-13 o a una galassia vicina.

La galassia Holmberg 15A (Immagine cortesia Juan P. Madrid & Carlos J. Donzelli)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un buco nero ultramassiccio al centro della galassia Holmberg 15A, una galassia ellittica supergigante che costituisce il membro centrale dominante dell’ammasso galattico Abell 85. Un team di astronomi guidati da Kianusch Mehrgan del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics a Garching bei München, in Germania, ha usato lo strumento MUSE montato sul VLT dell’ESO in Cile per studiare quella galassia stimando che la massa di quel buco nero è di circa 40 miliardi di volte quella del Sole.

In tempi remoti c'era un ambiente dinamico nel cratere Gale su Marte

La NASA ha fornito un aggiornamento delle attività del suo Mars Rover Curiosity in un’area argillosa del Monte Sharp su Marte. L’argilla è associata all’acqua perciò l’obiettivo delle attuali ricerche è quello di offrire nuovi informazioni utili a ricostruire la storia di Marte, in questo caso del cratere Gale, dove in tempi remoti c’era un lago e ora c’è il Monte Sharp. Ultimamente, Curiosity ha lavorato nelle vicinanze di un affioramento che è stato chiamato “Teal Ridge” e di una roccia che è stata chiamata “Strathdon”, formata da dozzine di strati sedimentari che suggeriscono un ambiente più dinamico rispetto ad altri sedimenti tipici dei laghi.