Saturno e Titano con l'atmosfera della luna nel riquadro (Immagine NASA Jet Propulsion Laboratory, Space Science Institute, Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive un possibile modo per le molecole conosciute come idrocarburi policiclici aromatici (IPA) di formarsi alle bassissime temperature esistenti su Titano, la grande luna di Saturno. Un team di ricercatori ha condotto esperimenti e simulazioni per capire come potessero formarsi certe molecole complesse negli strati della foschia nell’atmosfera di Titano quando in teoria richiedevano temperature molto superiori. Il risultato è la scoperta che la presenza di due gas può produrre quel tipo di molecole anche a bassissime temperature.

CK Vulpeculae vista da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/S. P. S. Eyres)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca su CK Vulpeculae (CK Vul), una nova ben documentata tra il 1670 e 1672 che ha lasciato una nebulosa bipolare. Un team di ricercatori guidato da Stewart Eyres, della University of South Wales ha usato il radiotelescopio ALMA per analizzare i resti di quell’esplosione concludendo che è stata provocata dalla collisione tra una nana bianca e una nana bruna, la prima nova anomala di questo tipo identificata.

Schema dell'eliosfera e della posizione delle sonde Voyager (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha annunciato che la sua sonda spaziale Voyager 2 potrebbe essere vicina allo spazio interstellare. Distante circa 17,7 miliardi di chilometri dal Sole, ha rilevato un aumento di raggi cosmici che provengono dall’esterno del sistema solare, uno dei criteri già usati in passato per valutare se la sua gemella Voyager 1 avesse raggiunto lo spazio interstellare, un evento confermato nel settembre 2013. La rotta delle due sonde è diversa ed è il motivo per cui una delle due sonde è più lontana dell’altra e l’eliosfera non ha una dimensione fissa perciò il monitoraggio da parte della NASA sta continuando ma non vi sono ancora certezze.

Concetto artistico del pianeta Kepler-1625b con la sua luna e la sua stella sullo sfondo (Immagine NASA, ESA, and L. Hustak (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” presenta gli indizi dell’esistenza di un’esoluna, una luna attorno a un pianeta di un altro sistema solare, chiamata Kepler-1625b-I. David Kipping e Alex Teachey della Columbia University hanno usato osservazioni dei telescopi spaziali Kepler e Hubble per esaminare le tracce lasciate dal passaggio dell’esopianeta Kepler-1625b di fronte alla sua stella, simile al Sole. I primi indizi della scoperta della candidata esoluna erano stati rivelati nel luglio 2017, successivamente le osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble hanno fornito nuove conferme.