Titano visto da Cassini (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/University Paris Diderot/IPGP)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta le prove della presenza di tempeste di sabbia nelle regioni equatoriali di Titano, la più grande delle lune di Saturno. Un team di ricercatori ha analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini per trovare quelle prove che rendono Titano il terzo oggeto nel sistema solare dove sono state scoperte tempeste di sabbia dopo la Terra e Marte. Si tratta di un’ulteriore similitudine tra Titano e la Terra.

Concetto artistico del pianeta HD 39091c con la sua stella (Immagine NASA/MIT)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta dell’esopianeta HD 39091c, il primo identificato grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Si tratta di una super-Terra con un raggio di 2,14± 0.04 quello della Terra e una massa stimata in 4.82± 0.85 quella della Terra. È molto vicina alla sua stella, che è un po’ più grande del Sole, con un anno che dura poco più di 6 giorni terrestri.

Le Cerberus Fossae (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato foto scattate dalla propria sonda spaziale Mars Express delle Cerberus Fossae, fratture che corrono quasi parallele per oltre 1.000 chilometri nella superficie vicino all’equatore del pianeta Marte. Fanno parte di un grande complesso vulcanico chiamato Elysium Planitia, dove le tracce suggeriscono che le colate laviche risalgano a qualche milione di anni fa, recenti in termini geologici rispetto al grosso dell’attività vulcanica. Anche le Cerberus Fossae si sono formate in tempi relativamente recenti, meno di 10 milioni di anni fa, probabilmente originate da faglie che estendono gli strati superiori della superficie.

Il cargo spaziale HTV-7 al decollo su un razzo H-IIB (Immagine NASA TV / JAXA)

Poco fa la navicella spaziale HTV-7 è partita su un razzo vettore H-IIB dal centro spaziale di Tanegashima in Giappone per una missione di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale. Circa quindici minuti dopo il lancio, il cargo spaziale si è separato regolarmente dall’ultimo stadio del razzo, è entrato nell’orbita preliminare e ha dispiegato i pannelli solari e le antenne di navigazione.

Due oggetti nel sistema Epsilon Indi al limite tra la stella e la nana bruna

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulle nane brune nel sistema Epsilon Indi in connessione con i limiti di massa per questo tipo di oggetti. Un team di ricercatori ha combinato i dati ottenuti da varie osservazioni per effettuare una nuova stima delle masse delle due nane brune, che sono risultate essere di 75.0 ± 0.82 e 70.1 ± 0.68 volte la massa del pianeta Giove. Si tratta di masse decisamente più elevate rispetto alle stime precedenti e almeno la più grande ha una massa che secondo i modelli teorici è quella di una stella offrendo nuove informazioni per capire dove stiano i limiti tra questi oggetti.