La navicella spaziale Soyuz MS-24 circondata dal personale di supporto (Immagine NASA TV)

Poco fa i cosmonauti Oleg Novitsky e Marina Vasilevskaya e l’astronauta Loral O’Hara sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz MS-24, atterrata in Kazakistan. Novitsky ha completato una missione di un anno sulla Stazione Spaziale Internazionale, Vasilevskaya era una visitatrice che è rimasta sulla Stazione per pochi giorni mentre O’Hara ha trascorso un po più di 6 mesi sulla Stazione.

La galassia M82 nella vista di Hubble sulla sinistra e l'area di intensissima formazione stellare vista da Webb sulla destra

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio dell’eccezionale ritmo di formazione stellare nella galassia M82. Un team di ricercatori guidato da Alberto Bolatto dell’Università del Maryland a College Park, ha usato il telescopio spaziale James Webb per mappare i potenti venti galattici che espellono vaste quantità di gas a causa della formazione stellare e di esplosioni di supernove.

Lo strumento NIRCam è quello usato in particolare per tracciare l’origine di quell’attività fino a densi ammassi stellari nel disco galattico. Questo nuovo studio di M82 offre progressi nella comprensione della formazione stellare e di come quest’attività stia influenzando la galassia.

L'area attorno a Sagittarius A*, o semplicemente Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, in luce polarizzata

Due articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti di uno studio di Sagittarius A*, o semplicemente Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, che ha portato alla creazione di un’immagine in luce polarizzata dell’area attorno ad esso. La collaborazione Event Horizon Telescope (EHT), che include ricercatori dell’INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare) e dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), ha usato nuovamente una combinazione di vari radiotelescopi per rilevare la luce polarizzata grazie al fatto che le particelle che ruotano attorno alle linee del campo magnetico determinano uno schema di polarizzazione perpendicolare ad esso.

Il cratere Dantu sul pianeta nano Cerere (Immagine cortesia Maria Cristina De Sanctis et al., Communications Earth & Environment, 2024)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Communications Earth & Environment” riporta la scoperta di aree ricche di ammonio nelle celebri macchie bianche sul pianeta nano Cerere. Un team di ricercatori composto da Maria Cristina De Sanctis, Filippo Giacomo Carrozzo, Mauro Ciarniello, Simone De Angelis, Marco Ferrari, Alessandro Frigeri e Andrea Raponi dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) IAPS (Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali) di Roma e da Eleonora Ammanito dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) hanno esaminato dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn della NASA concentrandosi sul cratere Dantu per identificare questi composti, che includono un nuovo sale di ammonio.

La navicella spaziale Soyuz MS-25 si avvicina alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Soyuz MS-25, partita poco più di due giorni fa dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo un nuovo membro dell’equipaggio e due visitatori. L’astronauta Tracy Dyson della NASA fa parte della Expedition 70/71 mentre il cosmonauta Oleg Novitskiy di Roscosmos e la bielorussa Marina Vasilevskaya rimarranno sulla Stazione per alcuni giorni.